Camorino: l’intolleranza corre sul web

Gente, che spesso si definisce cristiana, trasuda odio e intolleranza ed è egoista al punto di non provare nemmeno empatia per un essere umano augurandosi anzi che sia ghettizzato o, peggio, che muoia annegato nel Mediterraneo. Tutto, basta che sia lontano dalle nostre case.

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Nei giorni scorsi la redazione di Ticinonews ha visitato il centro richiedenti asilo a Camorino, in seguito alla denuncia di “condizioni disumane” da parte di un gruppo di cittadini del paese. In un comunicato diramato alle redazioni ticinesi, infatti, gli abitanti di Camorino avevano parlato di “55 persone, giovani uomini di età compresa tra i 19 e 30 anni che da mesi vivono in condizioni disumane e degradanti nei bunker di Camorino, la cui gestione è affidata alla Croce Rossa”.

In particolare, si legge che nel centro il caldo sarebbe infernale, scarseggerebbe il cibo e ci sarebbe un’invasione di cimici da letto.

Il portale di Muzzano ha deciso di andare a verificare le condizioni degli ospiti di Camorino e di dar loro voce. Il video inizia con la presentazione di quattro giovani: due turchi e due eritrei. Da sottolineare che tutti gli ospiti del centro sono ”asilanti” la cui richiesta è stata riconosciuta idonea e quindi accolta dalle autorità svizzere, non ci sono ovviamente clandestini o sans-papier.

I giovani intervistati, che si esprimono per lo più in lingua inglese, hanno lo sguardo spento di chi aspetta senza sapere esattamente cosa, di chi naviga a vista verso un futuro più che nebuloso. Tutti sono fuggiti alla ricerca di una vita migliore, pur non provenendo da zone di guerra. Se i turchi scappano da Erdogan, gli eritrei, i migranti più numerosi secondo le statistiche dell’ONU, fuggono da un Paese in mano ad un Presidente-padrone, Isaias Afewerki, che ha introdotto un servizio militare durissimo che dura tutta la vita e da povertà nera, terreno fertile per criminalità e corruzione che mina alle fondamenta quel che resta di questo Stato. Chi protesta finisce nei campi di lavoro, veri e propri gulag sotto il sole del Corno d’Africa, per non parlare dei giornalisti, incarcerati senza processo. La gente vive nel terrore e nella desolazione senza poter avere un passaporto, documento che si riceve solo a 60 anni dopo (e durante) l’interminabile servizio militare e chi può, appunto, scappa corrompendo l’esercito che apre le frontiere.

I giovani intervistati da Ticinonews effettivamente confermano i disagi al centro di Camorino. Il caldo è davvero infernale, perché l’aria condizionata non funziona. Nonostante la Croce Rossa abbia assicurato che lavorerà per riparare l’impianto d’aerazione guasto, i giorni passano e il caldo è sempre più soffocante. Un altro problema è la presenza delle cimici da letto: è già stata fatta la terza disinfestazione ma, come mostra uno dei ragazzi intervistati, i fastidiosi insetti sono ancora lì. Una cimice raccolta e messa in un contenitore come “prova” dell’effettiva infestazione in corso viene mostrata alle telecamere, mentre un altro ragazzo fa vedere il suo braccio pieno di punture di questi animaletti che proliferano nei letti e si nutrono di sangue umano. Anche il cibo, effettivamente, è un problema: scarseggia per 55 persone e la colazione sembra essere davvero insufficiente.

Una testimonianza toccante questa, ma ciò che colpisce maggiormente sono i commenti sotto il video e gli articoli correlati che ci hanno ricordato, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’intolleranza e la cattiveria sono presenti nell’europeo medio in misura ben più massiccia del sentimento della tolleranza e si esprime sempre di più attraverso il web. Quasi come se gli internauti, nascondendosi vigliaccamente dietro uno schermo, si sentissero più forti. Gli interventi pubblicati sono penosi. Immancabili i classici: “parassiti”, “ e nüm a pagom”, “tornate al vostro paesello e si continua con commenti che trasudano odio e rabbia.

Eccone alcuni (punteggiatura ed orrori grammaticali sono originali):

“anche noi facciamo fatica a dormire e le cimici le possono eliminare anche loro”;

“la canicola c’è per tutti, a casa io non ho l’aria condizionata e ieri sera mi hanno punto venti zanzare. A chi posso rivolgermi per protestare?”; “le cimici le hanno portate loro”( come a dire che in Svizzera le cimici non esistono, ndr);

“iniziate a pulire e ad essere puliti”;

“tornate in Africa e cambiate il vostro Paese”;

“noi abbiamo caldo e lavoriamo per mantenere questi qua! In Eritrea ci sono 18 gradi?!?!?! Tornatevene a casa! Lì sì che mangiate bene!”(ignorando che la cucina eritrea con le sue injera e zighinì è davvero deliziosa ndr);

“Nel mio appartamento ho dentro la bellezza di 34 gradi per tanto fare a meno di izzare noi contro loro se no che stiano al suo paese”;

“questi spaccano gli zebedej scarpe ultimo modello cellulare idem e lasciamo perdere il resto che penso”;

“fate un giro nei nostri anziani che vivono di stenti nelle valli”;

“in casa muoio di caldo e anche in ufficio, ma io devo produrre per sentire loro lamentarsi a spese anche mie”.

Questa galleria degli orrori è il campione medio di quello che si legge sul web non appena si affronta la questione immigrazione e richiedenti asilo. In un’estate in cui in Italia vecchi e ragazzini sparano agli immigrati come se fossero piccioni, in cui 16 nuovi schiavi dei campi muoiono in un incidente stradale a bordo di una camionetta su cui viaggiavano stipati come sardine, in cui Salvini attua una politica aggressiva di chiusura, questi commenti sembrano bazzecole.

E invece non lo sono: sono il campanello di allarme di una situazione molto seria: la totale mancanza di pietà umana. Gente, che spesso si definisce cristiana, trasuda odio e intolleranza ed è egoista al punto di non provare nemmeno empatia per un essere umano augurandosi anzi che sia ghettizzato o, peggio, che muoia annegato nel Mediterraneo. Tutto, basta che sia lontano dalle nostre case.

Importante è che mostri gratitudine per chi paga, alla fine è sempre una questione di soldi, e guai se osa lamentarsi se qualcosa non va.

Gli immigrati devono stare zitti e in un angolo, perché loro sono i cattivi, sono quelli che rubano il lavoro che noi comunque non vorremmo mai fare, chi si sognerebbe di spaccarsi la schiena a 40 gradi a raccogliere pomodori per pochi euro l’ora? Gli immigranti sono quelli che portano criminalità e malattie nei nostri Paesi civili, e, se proprio vogliono restare, che chiudano il becco e vivano nell’ombra, al caldo e cosparsi di cimici. Questo è ciò che pensa la massa incontrollata e incontrollabile del web.

In questi giorni di agosto fa molto caldo, è vero. Ma a certa gente a dare al cervello non è la canicola, ma la cattiveria alla quale è ormai così assuefatta da non riuscire a provare più la benché minima vergogna.

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