Follie di una Brexit selvaggia

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L’incubo di una Brexit senza un accordo fra le parti non sembra poi così distante dalla realtà con gli occhi ben aperti. Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che il governo britannico abbia pubblicato nei giorni scorsi venticinque note tecniche, venticinque consigli rivolti a tutti, dalle aziende e alle persone comuni, affinché si possano preparare anche allo scenario peggiore e alle conseguenze di una rottura, di una frattura scomposta tra Unione europea e Regno Unito.

Certo, chi è addentro a queste faccende parla anche di mossa strategica per incidere sui negoziati tuttora in corso ma senza fare troppa dietrologia o girarci intorno è evidente come certe cazzate come la Brexit si paghino con gli interessi. Punto e stop. Lo stallo nei negoziati riguarda in particolare i rapporti commerciali e i confini in Irlanda del Nord: due questioni che rischiano di far crollare il precario castello di carte messo in piedi finora. Inoltre Bruxelles non molla sulla necessità di concludere in tempi brevi le trattative.

“Stiamo lavorando in modo costruttivo per raggiungere un accordo – ha dichiarato un portavoce della Commissione Europea – appare però evidente a tutti che l’uscita del Regno Unito implicherà sconvolgimenti a prescindere dalla presenza di un accordo o meno, ed è per questo che soprattutto chi opera in ambito economico, deve essere preparato”. Anche agli scenari peggiori, aggiungiamo noi. Dato che i consigli di cui sopra già ci danno qualche idea della possibile apocalisse.

Mille e più i casini all’orizzonte, dalle beghe doganali alla difficoltà nell’approvvigionamento di medicinali, dalle tariffe maggiorate sul pagamento con carte di credito nei Paesi comunitari, alle difficoltà di aprire conti bancari nel regno Unito per i britannici che risiedono all’estero, e via di questo passo. Fra le norme più curiose anche quella che riguarda la vendita di sigarette che non sarebbe più soggetta a una regolamentazione europea ma a leggi interne che subentrerebbero a quelle comunitarie. In pratica sarebbero necessarie nuove foto sui pacchetti perché il copyright di quelle attuali appartiene all’Europa.

Insomma, a fumare dal naso e dalle orecchie, sono oggi soprattutto coloro che alla Brexit, con il loro voto, avevano detto no (leggi qui) e che ora devono mettere in conto di pagare a caro prezzo le conseguenze di una scelta politica scellerata e populista di chi sulla bilancia ha fatto prevalere il peso di presunti problemi di ordine pubblico e di sicurezza con i benefici troppo spesso dimenticati di un’unione che finora era stata la forza politica ed economica dell’Europa. Una Comunità europea, o quel che ne resta, legata e imbavagliata dai movimenti sovranisti che si stanno prepotentemente affermando un po’ ovunque. Capaci solo di infierire nelle carne viva delle criticità che l’approdo di migranti o anche solo il crollo di un ponte porta con sé. Capaci solo di rendere ancor più grave la situazione, gettando nel caos il vivere civile con l’alibi di voler ripristinare ordine e legalità.

 

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