Gobbi: Berna chiede spiegazioni

Dopo le proteste della comunità ebraica svizzera, oggi tocca dunque alla commissione federale contro il razzismo in merito alla questione del poliziotto con simpatie naziste recentemente promosso di grado.

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Berna bacchetta Norman Gobbi a causa del poliziotto con simpatie naziste. Dopo la comunità ebraica svizzera, ora anche la Commissione federale contro il razzismo, tiene d’occhio la questione. Il solito increscioso problema che, tanto per cambiare, non getta buona luce sul Ticino.

Fa piacere che anche un’istanza federale, come la Commissione contro il razzismo, presieduta da Martine Brunschwig-Graf, bacchetti Gobbi in merito alla questione del poliziotto con simpatie naziste recentemente promosso di grado.

Il sergente, smascherato da GAS due anni fa (leggi qui), era stato punito con una pena irrisoria e messo a lavorare in ufficio. Più che una punizione, sembrava un sistema per mandare nell’ombra il personaggio e così di conseguenza lo scandalo che aveva colpito la polizia cantonale.

Quella che il ministro della giustizia e polizia cercava di far passare come una bagatella, si rivela per quello che era palese ai più, ce lo rivela la Brunschwig-Graf , che parla di:

“…un cattivo messaggio, che rivela anche come le autorità valutano la gravità delle sue esternazioni.”

MA cos’è la CFR? Quella federale contro il razzismo è una commissione extraparlamentare indipendente istituita nel 1995, è uno dei maggiori attori in Svizzera nella lotta alla discriminazione razziale.

Composta da 16 membri esperti nel settore del razzismo, fa capo alla Segreteria generale del Dipartimento Federale degli Interni.

La sua presidente, la sessantottenne liberale ginevrina Martine Brunschwig-Graf, economista di formazione, è stata consigliere di stato a Ginevra e ha presieduto tre dipartimenti, quello della Pubblica Istruzione, delle Finanze e degli Affari Militari. Dal 2012 presiede la commissione federale contro il razzismo, insomma, difficile definirla una zecca rossa sinistroide.

Alla luce di tutto ciò, ci domandiamo quando il ministro Gobbi si renderà conto che un graduato con simpatie naziste non è una cosa normale. Dopo le proteste della comunità ebraica svizzera, oggi tocca dunque alla commissione federale contro il razzismo. Gobbi si dice disponibile ad un incontro (sempre che sia tornato dalle vacanze). Però fa specie che nel frattempo nulla si muova, anzi, sembra che in molti facciano quadrato intorno all’agente. Una situazione inquietante, se pensiamo che fu condannato dall’allora procuratore generale John Noseda proprio per istigazione alla discriminazione razziale.

La Commissione federale intanto, segue con “particolare attenzione” la questione, che tradotto significa: non pensate di fare quello che vi pare e di insabbiare la cosa come al solito. O perlomeno è quello che speriamo. Che il sergente possa continuare a lavorare è già difficilmente tollerabile, soprattutto in un ambito così sensibile, vederlo anche promosso getta ombre preoccupanti sul dipartimento di Gobbi. Ma soprattutto, le ombre sono sull’incurante tolleranza per segnali che dati da un tutore dell’ordine fanno sinceramente paura.

 

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