150 persone ostaggio di Salvini: le voci della protesta

Pubblicità

150 migranti sono bloccati al porto di Catania sulla nave militare Diciotti da giorni,in condizioni igienico-sanitarie disperate, ostaggi della propaganda di Matteo Salvini, che li sta di fatto sequestrando. Abbiamo sentito le testimonianze dei presenti al sit-in permanente al porto, la loro rabbia per quello che sta avvenendo con la passività, o addirittura complicità, delle istituzioni locali. Prevista una grande manifestazione per domani alle 17 al Porto di Catania

Di

Sul caso della nave militare italiana Diciotti, bloccata nel porto di Catania con 150 migranti soccorsi in mare a cui viene vietato lo sbarco da giorni, il ministro dell’Interno Matteo Salvini dimostra ulteriormente la prepotenza e l’arroganza che stanno alla base del suo modo di concepire il Governo. Una politica fatta di sfide da sbruffone alla magistratura, velate (ma non troppo) minacce alle alte cariche dello Stato, capricci da bambino viziato, esibizioni social. E su tutte, il vergognoso ricatto all’Italia e all’Europa intera compiuto sulla pelle di altri esseri umani, tenuti in ostaggio, sequestrati in condizioni precarie, sacrificati al vomitevole e spropositato ego del bullo che siede al Viminale.

Solo dopo l’ispezione a bordo da parte del procuratore di Agrigento, che ha annunciato l’apertura di un’indagine per sequestro di persona, è stato autorizzato lo sbarco dei 27 minorenni non accompagnati, tra cui una ragazzina, tutti fra i 13 e i 16 anni e, come riportano le fonti sul posto, di nazionalità eritrea. E non per un generoso favore, come vorrebbe far credere Sua Arroganza, ma perchè lo prevede la legge.

Intanto al porto di Catania si è costituito da 4 giorni un presidio spontaneo e continuo di manifestanti, circa 200 persone con picchi anche di 400 e più, che chiedono che ai migranti sia permesso di sbarcare. A far sentire la propria voce sono diverse associazioni e organizzazioni della società civile, da MSF a Save The Children, Rete Antirazzista, alcuni artisti e persone comuni. Sono arrivati anche Maurizio Martina, segretario del PD, Pippo Civati di Possibile, Claudio Fava, il radicale Riccardo Maggi.

Abbiamo sentito gli umori e le opinioni di alcuni manifestanti, un coro di voci che non smette di farsi sentire, che chiede umanità e solidarietà verso le persone tenute in ostaggio dalla propaganda salviniana e dal servilismo dell’alleato di governo M5S, presidente della Camera Fico a parte.

Roberto, del gruppo laico e antifascista dei Sentinelli di Catania, fra i promotori del presidio, ci racconta l’atmosfera che si vive in queste ore al porto di Catania:

“Il presidio è nato in modo spontaneo, cerchiamo di stare il più vicino possibile all’unico varco di accesso sorvegliato dalla polizia, a circa 500 metri dalla nave, per cui non riusciamo a vedere le persone a bordo.”

Chiediamo a Roberto della “protesta dell’arancino”, che ha fatto il giro dei social: “Si tratta di un’azione simbolica portata avanti da alcuni artisti e attori, in segno di solidarietà verso i migranti intrappolati a bordo, che ha portato al porto tante persone, circa 400 e ci ha permesso anche di essere presenti al momento dello sbarco dei ragazzini.” E qual’è il clima che si respira, ci sono tensioni? “No, nessuna tensione, è tutto tranquillo, gli stessi poliziotti sembrano chiedersi cosa ci facciano lì, in piedi tutto il giorno sotto il sole cocente”. [Qualche momento di tensione si è avuto ieri, con un tentativo di forzare il blocco, n.d.r.] E le autorità? “Di loro, non si è visto nessuno: nè il sindaco, nè nessuno dell’amministrazione, nè tanto meno il prefetto. Nessuno.”

Sulla risposta della politica e delle istituzioni, Matteo Iannitti, della Rete Antirazzista, ci spiega: “Sulla Diciotti si sono avute prese di posizioni ufficiali da parte delle forze politiche di tutto l’arco costituzionale, fatta eccezione per la Lega. Non è un’istanza solo progressista: dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana [Miccichè, esponente di Forza Italia, n.d.r.] agli avvocati della camera penale di Catania, fino all’Arcidiocesi, tutti chiedono la liberazione delle 150 persone segregate sulla nave. Una simile presa di coscienza in una città fondamentalmente di destra come Catania dà la misura della gravità della situazione.

Ma qual’è, dunque, la situazione sulla nave Diciotti?

È una situazione sempre più emergenziale, un’esasperazione totale, rilevata anche dal comandante della nave: la permanenza non si è mai prorogata per più di due giorni, mentre queste persone stanno là da 10 giorni. 150 persone con 2 soli bagni, non hanno avuto possibilità di cambiarsi d’abito, di lavare gli abiti, di fare una doccia. Se consideriamo che tutte le persone dei lager libici contraggono la scabbia, che non è infettiva e si risolve in qualche giorno dopo una doccia, una pomata e la distruzione dei vecchi abiti, e che queste procedure che vengono svolte abitualmente dopo uno sbarco non possono essere messe in atto da 10 giorni, abbiamo la misura delle condizioni igienico sanitarie disperate. Quello che avveniva nei lager sta succedendo ora a pochi metri da noi a bordo di una nave militare italiana, nella più totale degenerazione e disumanità.

Sulle responsabilità istituzionali, Matteo Iannitti è ancora più lapidario:

La prefettura è il primo soggetto complice di quello che sta avvenendo. Nel pomeriggio del 20 agosto la nave aveva avuto l’autorizzazione allo sbarco dal Ministro dei Trasporti Toninelli [del M5S, n.d.r.], si era messa in moto la macchina comunale per l’accoglienza, si stavano montando già i gazebo per i primi controlli medici e l’identificazione. A un certo punto il capo di gabinetto di Salvini chiama la prefettura di corsa e la prefettura comanda all’ente locale di sospendere qualsiasi procedura di accoglienza, la Croce Rossa e gli altri soggetti coinvolti vengono avvertiti di smontare tutto e tornare indietro.  Il prefetto non si è posto il problema di un conflitto di attribuzione dei poteri fra i ministri, non si è preoccupato delle condizioni di salute a bordo, di infrangere trattati internazionali: ha disposto in maniera complice e vergognosa la sospensione delle attività di sbarco. Le autorità comunali, di conseguenza, per opportunità hanno assunto una posizione molto timida: diamo atto però che, sebbene non ci sia niente a che vedere con le posizioni fermamente contrarie alla linea di Salvini da parte dei sindaci di Palermo e Napoli, Orlando e De Magistris, non si stanno quanto meno mettendo di traverso.

Infine, un appello: domani pomeriggio alle 17 al porto di Catania si terrà una manifestazione regionale con valenza nazionale, facciamo appello ai soggetti istituzionali che ne hanno possibilità di venire al porto e unirsi alla manifestazione.

Di altro tenore, e sicuramente più critica, è la posizione di Potere al Popolo, il movimento politico nato dai centri sociali presente alle ultime elezioni e in ascesa nei sondaggi, per bocca dell’attivista Damiano Cucè:

Noi con la nostra presenza vogliamo fare emergere due elementi, uno di carattere umanitario e l’altro, soprattutto, politico. Siamo al presidio per una questione di umanità, che non dipende, questa, dallo schieramente politico: questo governo sta generando odio, si leggono commenti orripilanti in giro, ma non è colpa tanto di chi vota per protesta, quanto del  governo stesso che fa passare i migranti come il problema dell’Italia. La seconda questione è politica: siamo presenti, ma ci teniamo a rimarcare le differenze. In primo luogo, non siamo disposti a dividere lo stesso luogo con chi specula sulle vite umane, e parliamo soprattutto di Forza Nuova, che ha organizzato una manifestazione qui ieri inneggiando al popolo catanese stanco dell’immigrazione. Noi eravamo in 300, loro in 15-20, abbiamo fatto pressione e sono andati via dopo un po’. Ma, soprattutto, siamo là ma non condividiamo nulla dal punto di vista ideologico e concreto con chi, come il PD, Civati e altri, ha fatto sì che questo governo fosse in carica. Noi facevamo lo stesso presidio quando il PD firmava gli accordi in Libia, o contro i decreti di Minniti. Non siamo qui per queste persone  solo in quanto migranti, ma soprattutto in quanto sfruttati, come siamo al fianco degli ultimi e degli sfruttati tutti, dai precari ai disoccupati ai senzatetto. Non siamo i “buonisti” dell'”accogliamoli tutti” e basta, noi vogliamo che queste persone vengano sbarcate, ma vogliamo anche che la loro situazione abbia un soluzione politica, cosa che nessuno ha mai fatto, a destra e a sinistra.

E ci sono infine anche gli artisti, a fare sentire la propria voce. Luciano Maugeri, in arte Zu’ Luciano, una vera e propria icona del reggae etneo da decenni, è al porto a dimostrare la propria solidarietà, e le sue parole raccontano in modo vivo l’orgoglio del Sud che non si piega all’intolleranza e al razzismo di Salvini e soci: “Parlando un po’ in giro con persone di varie associazioni, ci sono segnali di resistenza, anche molta rabbia..c’è veramente sconforto per la disumanità dimostrata da questo governo. Ci sono 2 manifestanti in sciopero della fame, due giorni fa abbiamo assistito allo sbarco dei minorenni, tutti ragazzini. Nessuno dal Comune, nessun’autorità. Nessuno. Vergognosi. Ma io voglio dire che non ci arrendiamo, e che la Sicilia è terra di accoglienza!”

Ancora una volta, dunque, Salvini rende chiaro quali sono i suoi metodi di governo: lo Stato e le Istituzioni scambiate per il suo giardinetto personale dove far fare i bisogni al cane, il governare con il fare grigliate con gli amici a forza di gare di rutti e barzellette sconce, la prepotenza, lo scadimento della politica a rutto da bar, l’arroganza, il ricatto sulla pelle delle persone. Resta solo da sperare nell’azione implacabile della Legge, alla quale, nonostante voglia fare credere il contrario, neanche Salvini è superiore. In un Paese civile, o anche semplicemente normale, per un ministro e vicepremier che irride la magistratura, calpesta la legge, vìola diritti umani fondamentali, ci sarebbe solo un epilogo: le dimissioni.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!