I cuori sul tavolo

Le cose belle, quelle che ricordo con affetto, quelle che amo davvero le trovo semplicemente su un normalissimo tavolo bianco e mi chiedo se solo io rifletto sul fatto che ad alcuni oggetti si finisce per voler bene. Per me il mio tavolo profuma di confidenze scambiate con un’amica, sa di the e biscottini di frolla, di prosecco e patatine.

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“Non esistono problemi che non possono essere risolti attorno a un tavolo, purché ci sia volontà e buona fiducia reciproca; o anche paura reciproca.” (Primo Levi)

Volge al termine un’estate di vacanze scolastiche; sono qui, in cucina, e come ogni mattina passo lo straccio sul tavolo per togliere ciò che resta della colazione. Una delle ultime consumate con calma, senza lo stress: “Vestiti! Non sporcarti! Mangia che poi a scuola hai fame, lavati i denti, dai che siamo in ritardo!”.

Incredibile come un oggetto si trasformi in un luogo, un posto di ricordi, di confidenze, di compiti e disegni fatti in piena notte, attimi che riaffiorano nella mente e fanno sorridere.

Oggi sono qui che pulisco la superficie del tavolo e penso alle avventure, lo vedo come una nave colma di momenti. Mentre chiamo mia figlia per farle scrivere una frase sul suo quaderno mi sale un senso di nostalgia nel cuore, mi siedo e guardandola mi rivedo io piccola così.

Pensavo di prenderle una scrivania in modo da lasciare che faccia le sue cose tranquilla, poi però mi dispiace proprio immaginarla lì tutta sola, disorganizzata, piena di cose da fare, la scrivania intendo, perché mia figlia è come me e vive benissimo nel suo ordine sparso.

Privare i miei figli del tavolo della cucina mi pare comunque brutto, l’idea che siano nelle loro camerette mentre cucino sola, non avere più la compagnia delle loro manine fantasiose che disegnano tra una chiacchiera e una cascata di colori. Mi sembra brutto togliergli i ricordi ancora prima di regalarglieli, insomma studiare in cucina non è mica come preparare una verifica altrove. Per cominciare ci sono litri di caffè a disposizione, poi il cibo, la mamma, i fratelli che vanno e vengono, si possono discutere quei concetti incomprensibili e fissarli nella mente tra una risata e un rischio castigo. La me bambina lo vede ancora come un luogo di avventure.

Ora arrivo io, adulta, sempre con lo straccio in mano perché qui i pasti sono una guerra di bricioline e “ma perché io sono SEMPRE ultimo? Non è ggggiusto!!”. Dicevo appunto che sono cresciuta, almeno di statura, e il mio fantastico tavolo oltre ad essere una macchina del tempo, che mi riporta all’infanzia, è un confessionale, un ristorante stellato, un fast food, un wine bar, una pasticceria. Sembra una cosa banale ma in soggiorno non c’è quell’ambiente famigliare che si trova stando seduti sugli sgabellini della cucina. Perché stare comodi sul divano quando si può avere il sedere atrofizzato da comodissimi sgabelli in ferro? Ma vogliamo mettere a paragone la lampada a stelo super design con la lucetta della cappa che fa decisamente più ambiente?

In cucina non si mettono insieme dei semplici pasti, si uniscono i cuori, si ride, si piange, ci si confronta, ci si confida, ci si ama. In cucina si crea, si annusa. Il profumo di casa dipende da ciò che accade in cucina, perché negli occhi ci restano le impressioni e le espressioni di quanto vissuto, nel cuore ci restano i sentimenti veri, quelli che fuori casa non mostriamo a nessuno.

Le cose belle, quelle che ricordo con affetto, quelle che amo davvero le trovo semplicemente su un normalissimo tavolo bianco e mi chiedo se solo io rifletto sul fatto che ad alcuni oggetti si finisce per voler bene. Per me il mio tavolo profuma di confidenze scambiate con un’amica, sa di the e biscottini di frolla, di prosecco e patatine.

Buona fine estate a tutte le mamme, ai papà e a tutti i bimbi che si prendono il tempo di stare seduti in cucina e a tutti quelli che vorranno provare a farlo, buona fine estate a tutti.

“Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te”

(Franz Kafka)

 

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