Il bestiario di Gobbi

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Lupi camuffati da agnelli, vespe… Norman Gobbi quando parla del terrorismo che così tante vittime ha fatto in Svizzera e Ticino (tante quante almeno ne hanno fatto le donne in burqa), si spreca in metafore zoologiche, gli manca solo di vedere gli unicorni. Forse legate al trascorso di valle del ministro di giustizia e polizia, queste metafore servono soprattutto a creare sensazione dove la sensazione in realtà non c’è. Parliamo di una sua discutibile intervista al radiogiornale del 10 agosto, in cui dichiarava in merito all’espulsione di una persona sospettata di avere legami col terrorismo islamico:

“…Purtroppo nell’ambito dei flussi migratori e soprattutto in seguito alla sconfitta dello stato islamico in medio oriente e anche un determinato flusso migratorio che sta partendo dal Nord Africa (?) verso l’Europa, beh in queste realtà troviamo molte persone legate al terrorismo internazionale di matrice islamica e credo che questo debba farci riflettere, proprio perché se SIAMO riusciti come civiltà a sconfiggere e distruggere il vespaio dell’ISIS, dopo, tutte le vespe non sono ancora morte, quindi è importante mantenere la guardia e all’erta ai confini ma anche all’interno del territorio.”

Da dove abbia i dati Gobbi per stabilire che “molte” persone che vengono coi barconi siano terroristi o simpatizzanti non ci è dato sapere, anche perché sono dati oggettivamente impossibili da avere a meno che non si mettano sotto torchio tutti i migranti nei campi libici.

È però affascinante come Gobbi riesca a prendersi i meriti di ogni corbelleria succeda su suolo ticinese facendone uno scontro di civiltà. Daesh (Isis) è stato fondato nel 1999. Lo Stato Islamico come territorio nel 2015. E in questi diciannove anni sono stati espulsi dal Ticino 5, attenzione, non terroristi, che sennò li blindavano, ma presunti simpatizzanti.

Commuove Gobbi, quando parla di scontro di civiltà e usa il plurale “…SIAMO riusciti come civiltà…”. sì, e a colpi di polenta e luganiga abbiamo liquidato il vespaio dell’ISIS. Quasi quasi gli americani e i russi se ne andavano dalla Siria per lasciare spazio ai reparti scelti della Cantonale.

Insomma, come per il burqa, tanta fuffa e quasi nessun risultato. Non che il terrorismo non esista, ma si tranquillizzi Gobbi, il Ticino non è di certo un focolaio di foreign fighters o di spie islamiche pronte a rubarci la ricetta della luganighetta. Comunque guardia alta anche all’interno del territorio. Ricordate che come ama dire il muscolacciuto ministro leghista, ogni ticinese è un poliziotto e deve stare all’erta!

 

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