Il pacco di Vitta per i Ticinesi

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La proposta di Vitta non è altro che un perfetto “pacco” per i redditi medio-bassi, allettati dall’esca luccicante del “Meno tasse per tutti” e poi infiocinati nuovamente, regolarmente, dalle diminuzioni delle prestazioni sociali.

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Christian Vitta potrebbe essere scritturato per il ruolo di Figaro ne “Il Barbiere di Siviglia” Ticino Edition. Già, perchè il Consigliere di Stato e direttore del DFE sembra avere gli occhi che brillano quando si parla di tagli, non alle chiome ma alle imposte, a maggior ragione se ad avvantaggiarsene sono i redditi più alti e le aziende. Ringalluzzito dalla risicata vittoria sugli sgravi milionari alle imprese, il novello Sweeney Todd del Sopraceneri si arma di rasoio fiscale, e dal palcoscenico amico del Corriere del Ticino propone la riduzione del 5% del moltiplicatore cantonale. Per tutti. Senza eccezioni.

Insomma, il classico mantra liberale del “Giù le tasse per tutti”, un canto delle sirene allettante in vista delle prossime elezioni cantonali. È chiaro anche ai sassi, tuttavia, che un taglio lineare e uguale per tutti si traduce in un ennesimo regalo per i ricchi e le aziende. E a sostenerlo è anche, fra gli altri, l’economista Sergio Rossi, che, intervistato dalla RSI, fa notare che, se da un lato, i vantaggi per il ceto medio saranno irrisori, poche centinaia di franchi l’anno e non in grado di rilanciare i consumi, come vorrebbe il dogma liberale, dall’altro il considerevole risparmio fiscale per le imprese comporta una maggior quantità di utili da investire nei mercati finanziari o, molto probabilmente, al di fuori del Ticino se non della Svizzera stessa.

È inevitabile presupporre che una diminuzione delle entrate fiscali per il Cantone, da sommare ai 52 milioni di sgravi alle imprese già votati, finirà per avere l’ormai consueta conseguenza in sede di bilancio preventivo: tagli, tagli, e ancora tagli al sociale. La proposta di Vitta non è altro che un perfetto “pacco” per i redditi medio-bassi, allettati dall’esca luccicante del “Meno tasse per tutti” e poi infiocinati nuovamente, regolarmente, dalle diminuzioni delle prestazioni sociali.

Toccherà al Consiglio di Stato, e poi al Gran Consiglio in caso di approvazione, esprimersi su questa ennesima proposta di regalare soldi alle imprese, ovviamente, ma la proposta, di per sè, è già un gigantesco spot elettorale per Vitta e il PLR. Il tutto, ovviamente, sempre sulle spalle e sulla pelle dei ceti meno abbienti.

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