Il pane più vecchio del mondo

I tempi cambiano ma i privilegi rimangono. Ieri era una focaccina, oggi un pranzo in galleria a Milano da Cracco.

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Non è il pane duro, quello che avete dimenticato nell’armadio e vi ha riempito di farfalline e cagnotti la cucina che ora sembra un ecosistema. No, qui si fa sul serio, qui si parla di archeologia alimentare!

Un’umile focaccina di pane azzimo, che ha attraversato 14’400 anni per arrivare sino a noi. La stanno studiando all’università di Copenaghen, dopo averla prelevata nel deserto di Giordania, la cosa triste è che l’antico cuoco era pure riuscito a bruciarla, un fallimento che a MasterChef paleolitico avranno probabilmente sanzionato con una clavata sulla testa.

La cosa che eccita, è che quella focaccina misera subisce il suo olocausto carbonizzandosi 4000 anni prima dell’”invenzione” dell’agricoltura, insomma, è una focaccina di grani selvatici, fa quasi tenerezza.

“È possibile che il pane abbia rappresentato un incentivo per le popolazioni per iniziare a coltivare le piante”

Ci racconta la ricercatrice a capo del progetto focaccina, l’archeobotanica Amaia Arranz Otaegui

“La presenza di centinaia di tracce di cibo bruciacchiato in un sito proprio di quell’epoca è una scoperta eccezionale perché ci dà la possibilità di caratterizzare le pratiche risalenti a 14mila anni fa”,

E, aggiungiamo noi, a dedurre che gli antichi abitanti del deserto della Giordania erano incapaci a fare un panino senza carbonizzarlo. Anche se, come ci racconta Amaia, vista la difficoltà nel macinare i cereali a quei tempi, la benedetta focaccina era cibo per persone importanti. I tempi cambiano ma i privilegi rimangono. Ieri era una focaccina, oggi un pranzo in galleria a Milano da Cracco.

 

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