Il pianto della signora del mare

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Sette giorni fa il ponte Morandi crollava, inghiottendo con se le vite di 43 persone. Da allora un susseguirsi di dichiarazioni ed ipotesi sulla causa del cedimento della struttura. Ma Genova è a pezzi e così, mentre si assiste a un rigiro di colpe, la Superba non smette di chiedere giustizia.

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Sabato è stata una giornata importante per la capitale ligure, Genova ha infatti dato l’ultimo saluto a 19 delle 43 vittime morte a seguito del crollo del ponte. Presenti ai funerali di Stato i cari degli scomparsi, alcuni esponenti del Governo, i soccorritori e infine loro, i rappresentanti di Autostrade per l’Italia. I responsabili della manutenzione del ponte, coloro che dovevano garantire la sicurezza dei viaggiatori. E così, dopo la cerimonia, la società prende posizione e decide di indire la prima conferenza stampa riguardo all’accaduto.

A partire dal momento in cui abbiamo ricevuto la notizia ci siamo messi subito a lavorare insieme, cercando di metterci a disposizione. È stata percepita una distanza, non siamo stati capaci di far sentire la nostra vicinanza alla città, e questa è una cosa di cui mi scuso profondamente. Abbiamo lavorato per trovare soluzioni”. Queste le parole d’apertura pronunciate da Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società, che poi prosegue elencando le prossime mosse “Il primo passo è cercare di ricostruire, diversamente, il ponte. Abbiamo sviluppato un progetto che ci consente di lavorare in parallelo su più fronti, accelerando così i tempi. Complessivamente otto mesi per la demolizione e il rifacimento di un nuovo ponte in acciaio”. Cosa questa ancora tutta da vedere dato che il Governo italiano è intenzionato a rimuoverli da tale incarico.

Oltre alla ricostruzione Autostrade per l’Italia si impegna a stanziare un fondo complessivo di mezzo miliardo per gli sfollati che non potranno più ritornare nelle proprie abitazioni per questioni di sicurezza e garantisce una serie di interventi di ricucitura della viabilità di persone e merci.

Castellucci ha poi continuato parlando di un aspetto cruciale, ovvero sulle responsabilità del crollo “Deve essere accertata dalla magistratura. In ogni caso collaboreremo con la giustizia perché si arrivi alla verità. Abbiamo effettuato più verifiche in questi anni e tutte le relazioni davano uno stato di salute buono”, mentre non risponde alle domande riguardanti alla decisione del Governo Conti di revocare la concessione alla società “Decido di non parlare di questo”.

Autostrade per l’Italia si affida alla magistratura e attende le verifiche delle autorità competenti, scegliendo una linea meno repentina rispetto a quella dello Stato. Di certo lasciano con l’amaro in bocca le parole di chiusura di Castellucci, “le relazioni davano uno stato di salute buono”. Se il ponte era in buono stato, come è possibile che sia caduto portandosi via 43 vite?

Il dubbio perdura fra i superstiti che quel giorno percorrevano il ponte in macchina, fra tutti coloro che in quel disastro hanno perso un famigliare, fra gli sfollati costretti ad abbandonare la loro casa, fra la popolazione genovese, italiana, mondiale. Il dubbio perdura e questo porta alla rabbia, amplificata grazie anche a questo giro scaricabarile. Ha colpa Morandi perché costruì un ponte per gli ingeneri “geniale” e anche economico per l’epoca. Ha colpa la società Autostrade per l’Italia che non ha captato il problema, eppure era già stato segnalato nel ’79 e da più persone che percorrevano quel tratto. Ha colpa la Regione Liguria, i Governi precedenti e quello attuale perché i fondi per questi controlli e per sollecitarli potevano e si dovevano fare. Non ci è ancora dato sapere.

E mentre il mondo corre ai ripari e gli Stati si sono decisi, dopo l’ennesima strage, di controllare anche i propri ponti e quello italiano rimbalza colpe per sé, per il popolo e per la giustizia, Genova, soprannominata la Superba, piange i suoi morti e cerca di riprendersi.

Il famoso poeta Petrarca descriveva così Genova: “Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”. Ed è proprio al cospetto di questa Signora che ci stringiamo, con l’augurio che possa ritornare a splendere.

 

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