Lager libici, orrore di ossa spezzate

Pubblicità

Certe cose servono infine solo a noi buonisti. Gli altri irridono, se ne fregano, non tocca a loro. Eppure questi colpi, questo sciaguattare di sangue, questo canto di ossa spezzate è un peso per l’Europa, perché l’onda nera del razzismo la sta facendo sprofondare all’inferno. Troppo tardi ci accorgeremo che i giudizi sommari, la violazione delle leggi, possono ritorcersi contro di noi. La democrazia è un sistema imperfetto, che permette di covare nel suo nido uova velenose che poi, una volta schiuse, avvelenano tutti i pulcini.

Di

“..abbiamo chiuso gli occhi mentre i bastoni e i coltelli colpivano e trafiggevano un ragazzo nero. Ma l’audio non l’abbiamo spento e dunque abbiamo continuato a “vedere con le orecchie” quello che la vista non sopportava: il crac dei calci sulle ossa, i botti dei bastoni sul petto, sul viso e sulle gambe, tutti i suoni dell’orrore ortopedico. E poi, in un altro video, il lungo slash della coltellata soddisfatta, non quella secca dei macellai dell’Isis, ma il lavoro lento della lama che squarcia, del machete che decapita a brandelli, e il ghigno del torturatore che prima acciuffa per i capelli la testa senza corpo e poi scalcia il corpo senza testa.”

Scrive con la sua prosa dolorosa e secca Francesco Merlo su Repubblica.

Conobbi Merlo al Festival della satira di Forte dei Marmi, quando, come giornale umoristico (il Diavolo) vincemmo il Premio Internazionale per la Satira. Merlo me lo ricordo come una persona fine e gentile, un grande scrittore, di quelli che trasmettono emozioni ed empatia.

Nessuno meglio di lui poteva descrivere lo struggente abisso che sprigionano i video, visti anche dal Papa, sulle torture e le uccisioni nei lager libici, una realtà ormai fuori controllo e a cui l’Italia ha contribuito. Si, perché se le migrazioni si sono quasi arrestate, calando dell’80%, è perché maree di disperati si infrangono negli infami campi libici, finanziati anche dal governo italiano, dove i prigionieri sono spesso sono sottoposti a violenze, sevizie ed esecuzioni sommarie.

Certe cose servono infine solo a noi buonisti. Gli altri irridono, se ne fregano, non tocca a loro. Eppure questi colpi, questo sciaguattare di sangue, questo canto di ossa spezzate è un peso per l’Europa, perché l’onda nera del razzismo la sta facendo sprofondare all’inferno. Troppo tardi ci accorgeremo che i giudizi sommari, la violazione delle leggi, possono ritorcersi contro di noi. La democrazia è un sistema imperfetto, che permette di covare nel suo nido uova velenose che poi, una volta schiuse, avvelenano tutti i pulcini.

Francesco prosegue in quella che anche per noi è un’ordalia di orrore:

“(…)E si spiega da sé quel che può provare un ragazzo che striscia, si contorce, è ridotto a scarafaggio, con la carne che diventa poltiglia mentre attorno a lui si allargano le chiazze di sangue. C’è una giovane donna costretta a tenere fermo con le mani un mattone che le mettono in testa. In ginocchio, con gli occhi pieni di paura, aspetta che la colpiscano, che rompano il mattone con un grosso bastone. Poi si accaniscono con i pugni sul viso e sugli occhi e intanto ridono, si incoraggiano e, tutti insieme, tengono ferma la ragazza che trema, forse cerca sollievo nelle convulsioni, si irrigidisce, occhi fissi e lacrime a dirotto. Sono almeno cinque a picchiare il corpo rantolante.”

Merlo, in una disquisizione finale, ci dice cos’è l’unica cosa in fondo che ci distingue dagli animali, che risultano più nobili quasi, in quanto inconsapevoli. È la memoria registrata, quella degli scritti e dei libri. Quel J’accuse profondo che accompagna la storia e che ci giudicherà tra decenni, perché ora siamo, come i carnefici libici, ebbri di una crudeltà troppo banale.

 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!