L’arroganza e le minacce del Park Hotel dei desideri

La vicenda locarnese è un caso che si trascina ormai da anni e la maxi richiesta avanzata dai proprietari è l’ultima trovata per forzare la legge facendo credere che si sia commessa un’ingiustizia laddove, al contrario, fin dall’inizio la città ha ripetutamente ricordato come il permesso di costruzione relativo un Appartohotel, escludesse qualsiasi possibilità di diventare una residenza primaria o secondaria.

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Locarno non si cura degli interessi del turismo e, in particolare, dei turisti d’oltre Gottardo. Li sta scacciando a pedate nel sedere. Questo raccontava qualche giorno fa il Blick, che del sensazionalismo un tanto al chilo ha fatto la sua bandiera distintiva, riguardo all’apparente caos creatosi attorno al Park Hotel Delta Resort e alla sua clamorosa richiesta di un risarcimento il cui ammontare sarebbe di 20 milioni e oltre di bei franchetti sonanti. È questa la cifra francamente ridicola che, senza alcuna vergogna, è stata avanzata nei confronti della città quale indennizzo.

Già. Perché come scrive in un suo comunicato il PS: “con l’imponente operazione mediatica a livello svizzero promossa dai proprietari e dal loro legale, Fulvio Pelli presentato come ex-Presidente del Partito Liberale Radicale della Svizzera, coadiuvato da un ex capo redattore del Blick si rimescolano le carte in tavola facendo credere che Locarno scacci i turisti. L’operazione è strumentale e conferma l’adagio `chi ha torto urla’. Sottace che anche il Consiglio di Stato (in una sentenza relativa al Delta Resort) ha confermato l’obbligo di mettere a disposizione dei turisti gli appartamenti, come in qualsiasi struttura turistica di tipo alberghiero.”

Per la serie smettiamola di menare il can per l’aia o di aspettare di vedere cosa succede dopo aver abbaiato ancora più forte. I ricatti e le minacce non attaccano. Visto che – è evidente – una volta rarefattosi il polverone mediatico, ciò che rimarranno saranno soltanto un paio di solide certezze e di sicuro non i castelli di sabbia con i quali Pelli & Co hanno deciso di trastullarsi. Soprattutto in questo periodo di canicola estiva, convinti forse che il caldo possa dare alla testa. O che quando si posseggono così tanti soldi con i quali se ne vorrebbero fare altri e di più ancora, ogni mezzo è lecito. Tutto è permesso.

La vicenda locarnese che ha riempito le cronache estive dei nostri quotidiani è un caso esemplare che si trascina ormai da anni e la maxi richiesta avanzata è l’ultima trovata per forzare la legge, usando come grimaldello l’opinione pubblica annientata dalla solita artiglieria mediatica. Facendo credere che si sia commessa un’ingiustizia laddove al contrario, fin dall’inizio la città ha ripetutamente ricordato ai proprietari, ben prima che iniziassero i lavori di costruzione, come il permesso di costruzione relativo a una struttura alberghiera, com’è sulla carta un Appartohotel, esclude qualsiasi possibilità di diventare una residenza primaria o secondaria.

 

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