Leghisti fronte mare

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Mentre a Genova i soccorritori cercavano superstiti nel crollo del ponte Morandi, molto più a sud, vicino Messina, Salvini cenava allegramente coi leghisti siciliani (sì, ci sono)

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Le immagini di Salvini a cena e in festa in Sicilia la notte della tragedia del Ponte Morandi a Genova fanno discutere da giorni. A differenza di quanto scritto dai giornali, però, il ministro dell’Interno non si trovava a Messina, ma più precisamente nel ridente comune di Furci Siculo, circa 3300 abitanti, a circa 25 km dal capoluogo, affacciato sulle fresche e limpide acque dello Jonio.

Ma cosa ci faceva Salvini in questo luogo che d’estate, come molti comuni contigui, è meta soprattutto di turisti in cerca di una spiaggia su cui poggiare le chiappe chiare, ma che non ha finora avuto occasioni di ulteriore notorietà?

Furci Siculo da alcune settimane è diventato una specie di villaggio gallico di Asterix al contrario. Un avamposto in Sicilia della Lega di Salvini, guidato dal giovane sindaco Matteo Francilia, con alle spalle una lunga militanza nei centristi dell’UDC di Giampiero D’Alia e la candidatura alle ultime elezioni regionali in una lista che appoggiava il candidato del centrosinistra.

Francilia, che potremmo ora ribattezzare Francilix dato il suo nuovo ruolo di capovillaggio, ha infatti recentemente compiuto il grande salto (o la giravolta, a seconda della prospettiva), divenendo coordinatore provinciale del partito di Salvini. Il quale si è ovviamente precipitato a salutare il suo nuovo satrapo, concedendosi ai cittadini di Furci in uno dei soliti comizi improvvisati nella piazzetta di fronte a un bar (il luogo adatto, probabilmente, dato il livello dei tipici discorsi salviniani), e abbuffandosi poi di gambero rosso e fritti misti in un ristorante fronte mare, finendo immortalato dalle telecamere.

Improvvise conversioni alla causa padana, quelle di Francilia e, pochi giorni dopo, del candidato sindaco del centrodestra a Messina alle ultime elezioni, Dino Bramanti, potremmo dire. Folgorati sulla via di Dalmine, come prima di loro il neodeputato nazionale Carmelo Lo Monte, per cui la Lega è l’ottavo partito di adesione. O forse, semplicemente, più lesti di tutti a saltare sul carro del vincitore, a cavalcare l’onda leghista che cresce nei sondaggi e prenotare un posticino in lista alle prossime elezioni. Un’occasione di visibilità che non poteva essere persa in nessun modo. Ed ecco che sulle rive dello Jonio, a 1300 km dalla Lombardia di Attilio Fontana, ci si ritrova con un sindaco della Lega, che peraltro sembra già aver imparato a memoria la grammatica salviniana.

Già, perchè alle accuse di opportunismo e di tradimento del voto degli elettori e dell’identità culturale del paese rivolte dalla minoranza, Francilia ha risposto con le consuete frasi di rito da manuale del perfetto leghista: “Vi brucia aver perso” (una parafrasi fiammante del salviniano “rosicate”), “Si mettano il cuore in pace”, “ La vita va avanti , se ne facciano una ragione!”…

Di tante anomalie e distorsioni grottesche a cui ci ha abituato da anni il Belpaese, un sindaco della Lega in Sicilia, proprio in riva al mare, ci mancava ancora. Ci si chiede quali saranno le prossime tappe di questo epocale stravolgimento di paradigmi: si vocifera già della sostituzione del salmone col più messinese stoccafisso alla ghiotta nei ristoranti di sushi della Milano bene, e della rottamazione delle auto blu del Ministero degli Interni con una flotta di carretti siciliani trainati da asini. Così, tanto per far sentire Salvini a suo agio.

 

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