L’Espresso e il sessismo che non ti aspetti

Il “test” proposto da L’Espresso ai suoi lettori sui politici da sedurre non fa altro che riproporre lo stereotipo trito e ritrito dell’uomo conquistatore, sui cui difetti si può sorvolare, e le donne maldestre intellettualmente da sottomettere e punire. Oltre che affibbiare alle donne, ancora una volta, il ruolo da oggetto da manipolare.

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Agosto è il mese delle vacanze: le città si svuotano, i negozi chiudono, in ufficio rimangono solo gli stakanovisti o i neoassunti per la sadica regola secondo la quale gli ultimi arrivati rinunciano alle fiere. Ad agosto, complice il caldo infernale, anche il cervello si prende una pausa. O almeno questo è quello che devono aver pensato i redattori dell’Espresso, proponendo ai lettori un test “leggero” da fare sotto l’ombrellone.

Sì, proprio l’Espresso, il periodico delle inchieste e delle battaglie salottiere radical chic che propone al lettore medio, intento a crogiolarsi sotto il sole di Capalbio, il test “Sei Di Maio o Salvini?” Fin qui, nulla di strano, a parte che scegliere tra Di Maio e Salvini è un po’ come scegliere tra la mamma e il papà, la pasta e la pizza, il cioccolato e la panna: un’impresa ardua, nel bene o nel male.

Il bello però viene a questa domanda: “idee politiche a parte, con chi faresti sesso?”. Qui è meglio sorvolare sul legame tra questa domanda e Salvini e Di Maio…E’ probabile però  l’intento del test fosse quello di enfatizzare quelli gli ipotetici pensieri dei due leader. Il risultato tuttavia è stato ben peggiore. Sotto la domanda campeggiano infatti le foto di politici “maschi” e “femmine” (l’uso dei sostantivi che indicano il genere sessuale già la dice lunga..) con i motivi per cui ci si potrebbe fare un pensierino. Ed ecco che l’Espresso cade nel tranello di snocciolare quegli odiosi luoghi comuni sessisti che da sempre si prefigge di combattere. Se da una parte la scelta è tra Roberto Fico perché “ruspante”, Emmanuel Macron perché “poliedrico”, Davide Casaleggio perché è “indecifrabile” e Giancarlo Giorgetti “perché sa come si fa”, dall’altra, invece, ci sono le “femmine”, ovviamente da punire. Ecco dunque Daniela Santanché da sedurre “per zittirla”, Marine Le Pen per “sculacciarla”, Chiara Appendino “per svegliarla” e Giulia Buongiorno “per disinnescarla”.

Al di là dello scivolone giornalistico, in vacanza i lettori non si rincretiniscono e gradirebbero leggere qualcosa di più interessante di un “multiple choice” balneare, il test tradisce un sessismo imbarazzante. La contrapposizione “maschi” contro “femmine” innanzitutto: un mix tra scuole elementari e romanzi Harmony; ma soprattutto il modo in cui i maschi e le femmine vengono dipinti. Gli uomini sono forti fisicamente e intellettualmente “ci sanno fare”, sono“poliedrici”, “indecifrabili” e fuori le righe in modo positivo “ruspanti”; le donne sono da punire per i loro difetti: chi parla a sproposito è da “zittire”, chi è ingenua da “svegliare”, chi è cattiva da “sculacciare”, chi ha idee fuori dal comune “da disinnescare”, come se fosse una pericolosa bomba.

Insomma, questo test non fa altro che riproporre lo stereotipo trito e ritrito dell’uomo conquistatore, sui cui difetti si può sorvolare, e le donne maldestre intellettualmente da sottomettere e punire. Oltre che affibbiare alle donne, ancora una volta, il ruolo da oggetto da manipolare.

Stupisce e rattrista che sia proprio l’Espresso, che in passato ha condannato duramente il maschilismo della nostra epoca, a rispolverare questi stereotipi. L’Espresso ha condannato il paragone salviniano tra l’ex Presidente della Camera Boldrini e una bambola gonfiabile; le “ombrelline” impegnate a tenere al riparo dalla pioggia alcuni politici uomini a un dibattito; L’Espresso è sempre in prima linea nel criticare il malcelato sessismo di Donald Trump. Con questo test “leggero”, il periodico ha ignorato anni di battaglie vessillo della sinistra e fatto ciò che la sinistra fa ormai da molto, troppo tempo: dimenticare da dove viene e lasciare campo libero alla destra, di cui fa involontariamente (si spera) il gioco.

Travolto dalle critiche di lettori indignati, l’Espresso, nella persona del suo direttore Damilano e della redattrice che ha ideato il test, ha riconosciuto lo scivolone e chiesto scusa. Che sia stata colpa della canicola d’agosto?

 

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