L’Italia che resiste e dice NO a Salvini

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C’è un’Italia che non si piega al sovranismo razzista di Salvini e soci. Erano oltre mille sabato a Catania a chiedere la liberazione degli ostaggi della Diciotti. Le foto della protesta

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La vicenda dei migranti sequestrati da Salvini sulla nave Diciotti ha mostrato il peggio e il meglio dell’Italia di oggi. Il peggio ormai lo conosciamo bene: razzismo, intolleranza, e soprattutto un cumulo di lurida propaganda sulla pelle, letteralmente, degli ultimi, dei disperati. Fa schifo anche parlarne ancora, ne abbiamo parlato così tanto (leggi qui) che aggiungere altro sarebbe come rimestare un secchio pieno di escrementi e sprigionarne nuovamente il fetore.

Parliamo invece del meglio, dell’Italia, e specialmente della Sicilia, che resiste, che non si piega al populismo razzista mainstream e rispolvera quei valori (perchè si, di valori si tratta) che sembrano passati di moda: la solidarietà, la ricerca di giustizia, l’umanità. Erano circa un migliaio secondo la stampa, probabilmente di più, le persone scese in piazza al molo di Catania per chiedere la liberazione degli ostaggi della Diciotti, vicenda poi conclusasi, come sappiamo, con lo sbarco dei migranti che saranno presi a carico dalla Chiesa, dall’Irlanda e dall’Albania, e l’iscrizione di Matteo Salvini e del suo capo di gabinetto nel registro degli indagati con accuse gravissime, fra cui il sequestro di persona. Uno stupro della legalità e della Costituzione che in un qualsiasi altro Paese normale avrebbe avuto come conseguenza le immediate dimissioni di un ministro inquisito per tali reati. Ma, abbiamo detto, lasciamo stare il secchio di letame del salvinismo e i suoi inservienti a 5 Stelle.

E invece, rendiamo onore a quelle persone, e a quelle realtà, dalla Rete Antirazzista alla CGIL, Potere al Popolo, la CEI, e tutti gli uomini e donne di tutti i giorni che si sono schierati apertamente contro la vergognosa politica del governo Lega – M5S sull’immigrazione, fatta di ricatti e prove di forza muscolari ancorchè fuori dalla legalità. Persone che hanno resistito, che hanno detto ai prigionieri della Diciotti “Noi ci siamo, siamo con voi!”. Persone che hanno anche preso botte, caricati dalla polizia nel suo solito, consueto atteggiamento di strumento della repressione di Stato che ha mandato 3 persone in ospedale con la testa spaccata.

Catania, e tutto il Sud, ha lanciato un messaggio chiaro: c’è un limite di umanità che non va mai superato nel discorso politico, e ci sono migliaia di persone pronte a scendere in piazza perchè quel limite venga ripristinato, difeso e tutelato. Anche a costo delle botte.

Vi lasciamo con le immagini che parlano da sole, le diapositive di un’Italia che resiste, nonostante tutto.

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