Lugano Airport perde le ali

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Quello che è successo all’aeroporto luganese, col fallimento di SkyWork, che doveva assicurare i voli per Ginevra, è proprio un tarpare le ali allo scalo aeroportuale. Ed è Borradori, novello Icaro, che era in qualche modo garante di questo accordo, ad essersi bruciato le penne precipitando rovinosamente al suolo. 11’000 passeggeri sono rimasti a terra a causa del fallimento.

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Ci si scusi la metafora anche abbastanza abusata, ma quello che è successo all’aeroporto luganese, col fallimento di SkyWork, che doveva assicurare i voli per Ginevra, è proprio un tarpare le ali allo scalo aeroportuale.

Ed è Borradori, novello Icaro, che era in qualche modo garante di questo accordo, ad essersi bruciato le penne precipitando rovinosamente al suolo. 11’000 passeggeri sono rimasti a terra a causa del fallimento. Ricordiamo che solo poco tempo fa SkyWork sembrava la salvezza per l’asfittico aeroporto, mettendo a rischio oltre 100 posti di lavoro.

Soprattutto dispiace per i dipendenti dello scalo, che si erano illusi di avere delle possibilità ed ora ripiombano crudelmente coi piedi per terra. Una mazzata anche per il sindacato Unia, che si era adoperato alacremente per riuscire a trovare una soluzione.

Imputare la colpa solo a Borradori sarebbe ingeneroso, Il sindaco di Lugano, col suo granitico entusiasmo congenito non si dà per vinto.

“Non ci lasciamo di sicuro abbattere, anzi sappiamo da chi andare: sono dei partner con cui abbiamo già intavolato discussioni. Non siamo arrivati a concludere perché si era optato per Skywork…”

Si legge sul sito RSI News. Dunque si riprendono in mano opzioni meno sicure di quelle di una compagnia appena fallita. Borradori rischia di peccare di entusiasmo e ci si domanda se l’ostinazione alla lunga non diventi un puro esercizio elettorale piuttosto che una vera possibilità di ripresa.

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