No alla RSI, parola di Lorenzo

Che Lorenzo Quadri non perda occasione per pontificate su tutto e tutti, lo sanno anche i marziani. Non c’è giorno che non pubblici bilioso almeno un post. E, guarda caso, proprio a Facebook, il municipale luganese ha affidato la sua fatwa contro tutti quei dipendenti RSI che, per caso, avessero avuto la malaugurata idea di partecipare al concorso indetto dalla città di Lugano riguardo alla figura di responsabile della Divisione Cultura.

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Che Lorenzo Quadri non perda occasione per pontificate su tutto e tutti, lo sanno anche i marziani. Non c’è giorno che non pubblici bilioso almeno un post. E, guarda caso, proprio a Facebook, il municipale Luganese, ha affidato la sua fatwa contro tutti quei dipendenti RSI che, per caso, avessero avuto la malaugurata idea di partecipare al concorso indetto dalla città di Lugano riguardo alla figura di responsabile della Divisione Cultura.

Con le dimissioni di Lorenzo Sganzini e il concorso ufficialmente chiuso, il toto-nomi è al momento uno di quei giochetti, uno degli esercizi di fantasia dell’estate, tra i più gettonati. Probabilmente anche per Dottor Jekill & Mister Quadri che, in un momento di acuta “leonite da tastiera”, si è lasciato andare coi pensieri e le parole manco si fosse appena sporto da quel famoso balcone di Piazza Venezia.

Gli aspiranti in arrivo dalla Pravda di Comano fanno il favore di rimanerci. Di esponenti della gauche-caviar nella pubblica amministrazione ce ne sono già più che a sufficienza. (…) Se poi il tanto declamato respiro nazionale ed internazionale del LAC e della cultura luganese si traduce in un travaso di funzionari dai lottizzati vertici della RSI alle cariche dirigenziali della città, qualcosa probabilmente non torna.”

Un atteggiamento che non stupisce granché. Anzi. Che al nostro elfo leghista ancora bruci il puparuolo per la sonora sconfitta registrata sull’iniziativa NO Billag dello scorso 4 marzo è evidente nell’intera galassia, ma che il poverino continui ad accanirsi sull’azienda e gli impiegati di Comano e di Besso ha francamente del patologico, oltre che del masochista. Tanto più se consideriamo che in questo suo abbaiare è solo proprio come un cane idrofobo tenuto a debita distanza perfino dal sindaco Borradori che dell’ecumenismo e del cerchiobottismo leghista ha fatto le principali dottrine politiche della sua amministrazione.

Ciò che invece fa specie è il fatto che, stavolta, la RSI non se ne sia stata in un angolino a incassare l’ennesimo rimprovero da parte della Lega e del suo alfiere, sempre pronto, lancia in resta, a colpire il secondo datore di lavoro del Cantone nel più puro spirito kamikaze. No. Fin da subito quelli della RSI hanno dato notizia della presa di posizione di Quadri rimarcando come un suo veto abbia un peso specifico diverso da quello del primo cretino che passa e apre bocca. Già.

“Al di là dei giudizi di valore (“Pravda”, “gauche-caviar”, “funzionari lottizzati” che ricordano quelli della campagna No Billag), il tenore pare quello di un “Berufsverbot” – si legge sul sito di RSI News – e la nuova estensione esclusiva del primanostrismo non può che suscitare qualche perplessità se scritto da un membro dell’Esecutivo cittadino nonché rappresentante del popolo in Consiglio nazionale. Come spiegare un giudizio che pare più di una semplice opinione personale?”

 

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