Per Donald Trump è Alamo

Pubblicità

Se la condanna dell’ex capo della campagna di Donald Trump, Paul Manafort, non tocca legalmente il presidente, diversa è la questione riguardante il suo avvocato Michael Cohen. Due condanne in un giorno, che aprono serie crepe nel fortino del presidente.

Di

 

Alla fine i nodi vengono al pettine. Donald ricorda sempre più il manipolo di texani che ad Alamo si fecero massacrare dai messicani di Santa Anna. Alla base in fondo sempre lo stesso problema, anche se le motivazioni dei texani erano diverse: la cocciutaggine.

La vera arma per fare fuori The Donald è la sua ostinazione quasi suicida, l’incapacità, nel suo essere narciso all’inverosimile, di circondarsi di gente competente. Ovvio che non tutti coloro che circondano il presidente sono idioti, ma la percentuale di cortigiani disponibili a blandirlo ne sancisce la debolezza.

Manafort condannato per evasione fiscale è un problema facilmente superabile in fondo, molto più perniciosa l’ammissione di colpevolezza di Cohen, ex avvocato del presidente coinvolto negli incontri coi russi che hanno portato al famoso Russiagate. Per Cohen la caduta è sul pagamento a due donne, durante la campagna presidenziale, perché stessero zitte in merito ad una loro relazione col presidente.

Poca roba direte voi, Berlusconi faceva ben di peggio ed era tollerato, soprattutto nella sua veste di leader-Re Mida (simile a Trump in questo), il re ha un harem, mica è una colpa, anzi, agli occhi del suo elettorato non solo è normale ma addirittura motivo di vanto. Chi si ricorda gomitatg e risatine durante il caso Noemi Letizia, la minorenne che ebbe una relazione con l’uomo di Arcore?

Il problema sono i soldi con cui sono state pagate le signore, che potrebbero provenire dalle donazioni pe la campagna elettorale. Cohen ha patteggiato dichiarandosi colpevole per cinque capi d’accusa. Cohen sotto pressione è di sicuro motivo d’ansia per Trump, visto che l’avvocato era il suo “risolutore” di problemi. Un uomo tuttofare che risolveva le beghe e che da astuto azzeccagarbugli aveva registrato decine di conversazioni con l’arrogante inquilino della Casa Bianca.

Ora si apre la via dell’empeachement, che i legali USA non ritengono più così peregrina. Dopo il flop coreano, troppo presto inneggiato come successo epocale, visto che Kim Jong Un continua allegramente a giocare al piccolo nuclearista, si avvicinano ombre sempre più cupe.

Inoltre i capi d’accusa ancora aperti fanno tremare Cohen e il presidente: cospirazione contro gli Stati Uniti.

A chi non ha le fette di salame sugli occhi è plateale la china tragica che gi USA hanno preso con l’elezione di Trump. Ovviamente un possibile impeachement deve essere ratificato e deciso dal Congresso, che è a maggioranza repubblicana, ma le elezioni di midterm a novembre potrebbero ribaltare la situazione, e allora per Donald potrebbe davvero essere Alamo.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!