Quadranti: è giusto che Foa insegni?

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Gas propone un’intervista a Matteo Quadranti, con la sua interrogazione parlamentare che mette in dubbio il ruolo di Marcello Foa all’USI, la politica finalmente si china sul problema che da tempo noi e altri ponevamo.

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Per anni con GAS, avevamo fatto notare l’incompatibilità tra Marcello Foa e i corsi presso l’Osservatorio di giornalismo dell’Università della Svizzera italiana. Le dubbie prese di posizione sul suo blog, le bufale inanellate in seno al Corriere del Ticino, la sua vicinanza con strutture destabilizzanti a livello internazionale, rendevano il suo ruolo di insegnante inopportuno e dubbioso.

Oggi finalmente è la politica a infilare un affondo, se Marcello Foa, infatti non è più amministratore delegato del gruppo del Corriere del Ticino figura ancora come docente all’USI.

È Matteo Quadranti, (PLR) a porre finalmente dei quesiti che si sarebbero dovuti esprimere da tempo, in un’interrogazione parlamentare:

“Marcello Foa è una figura indipendente e opportuna per garantire il pluralismo all’Usi e presso l’Osservatorio europeo di giornalismo?” Scrive Quadranti. Noi abbiamo chiesto lumi direttamente al deputato PLR .

Matteo Quadranti, come mai solo ora ci si accorge che la figura di Foa all’USI è deontologicamente inopportuna?

Il fatto che il nominativo di Foa sia stato scelto ora per il ruolo presidenziale e/o comunque dirigenziale in seno alla RAI da un Governo gialloverde, suscitando veti ed opposizioni anche da una parte del centrodestra italiano, mi hanno incuriosito e spinto ad approfondire la questione scoprendo alcune cose e giungendo alla conclusione che oggi non sia più opportuno ch’egli tenga dei corsi ai nostri studenti mancando gli estremi di scientificità ed imparzialità che dovrebbero esistere in un Ateneo. Prima il suo ruolo di amministratore di un quotidiano ticinese più che di giornalista poteva ancora avere in astratto una veste e un contesto d’indipendenza poiché in qualche modo doveva rendere conto del suo operato ad un datore di lavoro ticinese moderato. Ora che non è più dipendente del Corriere del Ticino ed è “sceso in campo a sostegno di un certo governo” il rischio è che non sia imparziale e ciò basta anche in astratto.

La vicinanza di Foa, in seguito alle indagini de l’Espresso, con strutture sovraniste e filorusse, sono una colpa? Per alcuni Foa potrebbe essere solo un patriota.

Anche in passato vi sono stati giornalisti vicini o schierati a favore di un determinato governo o maggioranza politica. Quindi essere filorusso e sovranista piuttosto che filoamericano o comunista non sono di per sè una colpa. La libertà di opinione va difesa anche con chi non la pensa come noi. Ma ciò non toglie che bisogna essere conseguenti e restare etici se si vuole operare in un cotesto accademico scientifico. A maggior ragione quando lo si fa anche nel contesto di un istituto denominato “Osservatorio europeo di giornalismo” all’interno della nostra USI il cui obiettivo è appunto di osservare criticamente i modi di fare giornalismo, di dare le informazioni e di scovare e denunciare le cattive e false notizie al fine di migliorare la qualità dell’informazione. Non mi pare che schierarsi apertamente con una parte politica, la cui comunicazione non definirei sempre cristallina, possa garantire quel livello di oggettività e criticità di un istituto che si vuole scientifico.

Secondo lei, Foa ha avuto una responsabilità nella deriva a destra del Corriere del Ticino? Lo stesso Pontiggia sembrava spesso in imbarazzo…

Ho sentito anche io queste voci di imbarazzi o differenze di vedute interne, ma non avendone conferma diretta, preferisco non esprimermi. Non rimpiango comunque la partenza di Foa dal nostro Corriere.

Il punto dolente: Foa non avrebbe gli accrediti per insegnare all’USI, non essendo un professore universitario accreditato, i nostri ragazzi imparavano da una persona che non aveva le qualifiche per insegnare?

Nella mia interrogazione chiedo conferma a sapere se Foa sia o meno un professore abilitato secondo i crismi svizzeri. Non nego che la sua esperienza nel mondo del giornalismo sia comunque significativa, ma non basta ad esempio essere un buon avvocato nella pratica per essere anche professore di diritto. Quantomeno si auspica un dottorato ed una abilitazione all’insegnamento che comprendono a mio avviso anche la condivisione di alcuni principi etici di equidistanza tra le proprie opinioni personali e la scienza. Da quanto ho compreso, l’Osservatorio per il giornalismo è diretto da un professore abilitato con tanto di numerose pubblicazioni scientifiche mentre Foa viene indicato come persona che “tiene dei corsi” e non ho intravisto pubblicazioni di tipo scientifico.

E per finire, un’incongruenza plateale a molti, era lecito che insegnasse come proteggersi dalle fake news una persona che le produceva? (Leggi qui)

No. Certo non era di per sé illecito, ma sicuramente non era opportuno, coerente ed etico. Un professore dovrebbe sempre essere un buon esempio, da cui trarre ispirazione se non imitare, ma anche per un suo “stare sopra le parti”. Qui non è più il caso a mio parere.

 

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