Quadri, niente soldi per il tuo giornale

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Il Consiglio Federale rifiuta, in seguito a un’interpellanza di Quadri, un finanziamento prelevato dal canone per la stampa scritta. Evidentemente i soldi del canone per il Mattino non puzzano. Siamo a livelli di politica che come ticinesi ci fanno profondamente vergognare

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Coerenza è una brutta parola ormai. Roba per poveracci, mentre il nuovo trend è dire tutto, il contrario di tutto e fare solo il proprio interesse. Lorenzo Quadri è proprio un ottimo esempio di questa concezione della vita.

Come paladino della No Billag, la votazione che voleva abolire il canone, Quadri è sempre stato in prima linea. Il prode codino faceva garrire la sua bandiera sulle barricate con l’armatura lucente e con a fianco i bravacci di UPC Cablecom, azienda, che ricordiamo, finanziava il suo giornale. Quadri, grato, menava fendenti alla RSI e alla turpitudine di richiedere un canone per il servizio pubblico.

Ma questo paladino un po’ sgangherato si è schiantato contro la muraglia del Consiglio Federale. Il nostro omino senza macchia e senza paura, aveva infatti chiesto, in un’interpellanza, di girare parte dei soldi del canone alla stampa scritta.

Commoventi le sue motivazioni, completamente disinteressate naturalmente:

“In tutte le regioni linguistiche del Paese chiudono testate”

Questo è vero, ma il ragionamento di Quadri, che segue, è un florilegio machiavellico e bizantino. Quadri ha l’incommensurabile tolla di girare la frittata e versarla nel suo piatto.

Secondo Quadri, il popolo (che al 75% ha sostenuto il servizio pubblico), ha implicitamente detto che ama la pluralità dell’informazione e dunque il nostro paladino ha provato a passare alla cassa.

I soldi del canone devono andare anche alla stampa scritta. Che poi lui diriga un giornale in difficoltà (visto che Boris non scuce più un copeco) non è rilevante.

A Quadri vorremmo dire che il popolo non ha votato per la pluralità dell’informazione, sempre ammesso che quella fogna a cielo aperto del Mattino faccia informazione, ma ha votato per mantenere il servizio pubblico, per conservare la propria storia nelle teleteche, ha votato per un’informazione corretta e senza indirizzi politici.

Non ha certo votato per dare soldi a te o al tuo giornale. A volte mi chiedo, Lorenzo, ma se ti guardi allo specchio cosa vedi? Probabilmente solo il riflesso della latta sul vetro.

 

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