Quadri: No ai licenziamenti della Posta!

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Al pregevole festival dell’ipocrisia istituito da Lorenzo Quadri, si aggiunge una nuova pregiata pellicola. Quadri, si “indigna” per lo smantellamento del servizio pubblico postale, da sempre cavallo di battaglia di comunisti e sinistra. Il nostro Lolly scrive:

“Si prende atto che le decisioni parlamentari sugli stop agli smantellamenti vengano allegramente ignorate dall’ex gigante giallo. Il dipartimento Doris sempre dalla parte della posta? Una ventina di posti cancellati su 116 sarebbero pochi? (Quadri si riferisce alla soppressione, tra pensionamenti e trasferimenti, di una ventina di impieghi alla posta di Lugano NdR) I prepensionamenti – con il danno economico che ne consegue – sono forse dei “regali” ai diretti interessati? No, non li chiamiamo “licenziamenti”. Li chiamiamo prese per i fondelli.”

Eccolo lì. Commovente come si inalbera per venti prepensionamenti nel servizio pubblico postale, mentre durante la campagna No Billag cancellare l’ente radiotelevisivo e lasciare a piedi millecinquecento persone andava bene. È anche vero che quando c’era la “No Billag” UPC Cablecom gli pagava le pubblicità sul giornale per paginate e paginate, mentre qui non c’è nessun concorrente della Posta che possa essere gentile col Mattino della Domenica.

Oppure, che so, forse i buralisti postali sono meno fuchi dei cameraman, magari Lolly ha delle statistiche che noi non abbiamo e che provano incontrovertibilmente quanto un postino sia molto più utile alla società di un cavista.

A questo punto però, sarebbe lecito chiederci quanto sia utile un politico come lui, da 230’000 franchi l’anno pagati dai contribuenti. E soprattutto chi deciderà di difendere o buttare nel gabinetto la prossima volta a seconda dell’opportunità.

Nel dubbio provate a fare come UPC Cablecom, di sicuro non sbagliate.

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