Roba da lasciarci un rene

Se il 36% delle donne è disposto a donare un rene al proprio compagno, solo il 7% degli uomini fa altrettanto. La differenza tra sessi si fa ancora più evidente se pensiamo che la maggior parte dei riceventi (i due terzi) sono di sesso maschile.

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Non c’è da andarne fieri per niente. Se siamo maschi, il nostro altruismo non raggiunge nemmeno il 10%. Un dato che un po’ spaventa un po’ fa vergognare. Ma il 10% di cosa? E altruismo in che senso?

Parliamo della donazione di organi e, in particolare della donazione dei reni. Come sappiamo, chi dona un rene mette a repentaglio la propria vita. Anche se si tratta di un pericolo minimo, infatti solo lo 0,03% dei donatori rischiano il decesso. In Svizzera, su oltre 700 operazioni di questo tipo non si è mai registrato un decesso.

Vivere con un solo rene, se si è sani, è possibile e non comporta un rischio maggiore di decesso o un accorciamento delle aspettative di vita. Il dato che lascia basiti però è che c’è una discrepanza massiccia tra donne e uomini nella donazione dei reni. La fonte è una statistica di Eurotransplant, ente che monitora e coordina trapianti in ben otto Paesi europei.

Tenetevi: se il 36% delle donne è disposto a donare un rene al proprio compagno, solo il 7% degli uomini fa altrettanto. La differenza tra sessi si fa ancora più evidente se pensiamo che la maggior parte dei riceventi (i due terzi) sono di sesso maschile.

Alla fine c’è sempre il solito concetto, anche se non ci sono studi di conferma al riguardo. Le donne hanno una visione più a lungo termine della vita e tendono ad essere più protettive nei confronti della famiglia, noi egoisti scimmioni, in fondo, non ci meriteremmo tali doni. Lascia comunque l’amaro in bocca quel misero 7%. Nemmeno un uomo su dieci.

Forse, un mondo di sole donne, sarebbe alla fine una sana soluzione per salvare non solo i malati di reni, ma anche il mondo.

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