Scuola che verrà: l’effetto classe

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Di che si tratta? Di alcune ricerche statunitensi e francesi che provano quanto migliori l’apprendimento con classi ridotte. Queste hanno dimostrato come l’effetto classe rappresenti un fattore d’incidenza sulla qualità degli apprendimenti degli scolari, le cui prestazioni migliorano del 25% nella scuola media e del 31% nella scuola elementare.

Verrà? Non verrà? Mah! Ci vorrebbe una sfera di cristallo! Ancora difficile a dirsi. Intanto, ad una settimana dalla riapertura delle aule e a meno d’un mese dall’esito del Referendum, il futuro della scuola dell’obbligo resta in bilico. Dovremo esprimerci a favore o contro il credito di 6,7 milioni di franchi, approvato dal Gran Consiglio, in supporto alla sperimentazione della nuova riforma scolastica.

La Scuola che verrà, prevede il superamento del sistema dei livelli A e B, in matematica e tedesco, a partire dalla terza media. La riforma, introduce anche una serie di provvedimenti: atelier, laboratori, doppia docenza, maggiore sgravio agli insegnanti di classe, i principali. In particolare, le misure legate ai laboratori e agli atelier consentono di dimezzare il numero di allievi, in ciascuna classe e per diverse ore alla settimana. La doppia docenza, permette di far fronte all’intero gruppo di studenti con due, anziché un solo insegnante. Il maggiore sgravio al titolare della classe, concede un’ora in più alla settimana per evadere le molte incombenze a suo carico.

Una volta sperimentate le varianti, si avvierebbe il processo di generalizzazione del nuovo modello.

In questo primo intervento, desideriamo attirare l’attenzione del lettore su alcuni risultati emersi da ricerche e inchieste scientifiche, nella scuola dell’obbligo, in Francia e negli Stati Uniti. Introdurre atelier, laboratori e anche la doppia docenza, significa dimezzare il numero di allievi per classe. Nelle ricerche scientifiche viene definito effetto classe.

La prima ricerca, di Piketty, T. & Valdenaire, M. (2006), ha dimostrato come l’effetto classe rappresenti un fattore d’incidenza sulla qualità degli apprendimenti degli scolari, le cui prestazioni migliorano del 25% nella scuola media e del 31% nella scuola elementare. La seconda indagine, di Pascal Bressoux & Laurent Lima (2011) riferisce che con 10 alunni per classe si ottiene il massimo rendimento dell’effetto classe sul processo di apprendimento degli allievi. Con 15 allievi per classe l’effetto si attenua e con 22 componenti per gruppo, i benefici scompaiono.

Negli Stati Uniti, il progetto STAR (Student Teacher Achievement Ratio), un’inchiesta sperimentale longitudinale avviata nel 1985 e terminata molti anni più tardi, ha coinvolto 12000 allievi. La ricerca ha preso in considerazione tale numero di scolari per otto anni di scuola primaria, due cicli di quattro anni ciascuno.

La composizione delle classi è stata la seguente: prima classe, con un numero di allievi compreso tra 13-17, un secondo gruppo costituito da 22-26 discenti, infine una terza tipologia è stata compresa tra 22-26 studenti, ma con doppia docenza. I dati raccolti hanno riguardato l’esito dei test somministrati agli allievi: i SAT (Stanford Achievement Test) e i BSF (Basic Skills First), prove scritte nell’ambito della lettura, delle competenze lessicali e della matematica. Un po’ come i nostri test PISA.

I risultati sono stati riferiti da Bressoux e Lima (2011): le classi ad effettivo, ridotto o con doppia docenza, hanno ottenuto risultati molto lusinghieri. Le variazioni di miglioramento rispetto al gruppo ad effettivo completo sono state in media del 30%, con punte anche superiori per gli allievi più in difficoltà. In sintesi: gli allievi già ben avviati allo studio, hanno prodotto prestazioni scolastiche, per un terzo migliori. Gli alunni in difficoltà, hanno beneficiato di risultati ai test anche quattro volte superiori agli score ottenuti dalla stessa tipologia d’allievo, inserito nel gruppo a effettivo completo e senza doppia docenza.

In conclusione, si può affermare che l’effetto classe riveste un’importanza rilevante per il processo di apprendimento/insegnamento nella scuola dell’obbligo, tanto nella scuola primaria, quanto nella scuola secondaria inferiore. A beneficiare sono sia gli allievi già facilitati nello studio, sia gli allievi in difficoltà. Nessuno escluso, anzi, tutti inclusi.

 

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