UDC: tasse? Non c’è clima che tenga

Il surriscaldamento globale è già in atto e i danni prodotti da esso hanno un prezzo altissimo. Costi che – come al solito – non sono a carico di chi li ha prodotti con il benestare e la connivenza di una politica economica scellerata, ma della collettività. Con l’incapacità di proporre alternative percorribili da parte della Destra o addirittura il negazionismo dell’amministrazione Trump.

Di

Se la temperatura della Terra certamente aumenterà, così come dicono le previsioni di chi studia il clima, è soprattutto grazie a gente illuminata, a politici lungimiranti del calibro di Donald Trump e al presidente dell’UDC svizzera Albert Rösti. Il primo ha sempre negato il problema considerandolo una mezza bufala. Il secondo ha di recente criticato il “programma di salvataggio del mondo” del Consiglio Federale con la stessa spocchia del suo collega d’oltreoceano.

Mentre, in Svizzera, la calura e l’afa di questi giorni non hanno in serbo una tregua ma sono destinate ad aumentare, Reto Knutti, climatologo del Politecnico federale di Zurigo, su di un paio di domenicali d’oltre Gottardo, rileva come i periodi di caldo torrido saranno sempre più frequenti a causa proprio del cambiamento climatico sottolineando che “per evitare un ulteriore peggioramento in futuro, la politica deve adottare contromisure urgenti”.

Non è dello stesso avviso Albert Rösti. Figuriamoci. Difendendo gli interessi delle aziende toccate da queste misure, il presidente UDC, arriva perfino a sostenere che, con l’ambizioso progetto del Consiglio federale, si otterrà il risultato contrario. L’industria svizzera, confrontata con regole più rigide e maggiori tasse, soprattutto riguardo all’emissione di CO2, se ne andrà all’estero. Lì dove le aziende non dovranno sottostare a tutto questo e potranno continuare bellamente a fare i loro porci comodi. Inquinando senza che nessuno gli presenti il conto e come se non ci fosse un domani.

Già. Ma purtroppo quel domani è oggi. Perché il surriscaldamento globale è già in atto e i danni prodotti da esso hanno un prezzo altissimo. Costi che – come al solito – non saranno a carico di chi li ha prodotti con il benestare e la connivenza di una politica economica scellerata, ma della collettività. Mentre chi ha prodotto questo disastro potrà continuare a ballare come se nulla fosse sul ponte del Titanic. Con l’incapacità di proporre alternative percorribili da parte della Destra o addirittura il negazionismo dell’amministrazione Trump.

Intanto, tornando alla piccola e – secondo Rösti – insignificante Svizzera, essendo responsabile appena dell’1,5 per mille della produzione mondiale di CO2, sul fronte delle temperature va registrato, per esempio, il fatto che il fiume Aar non è mai stato così bollente. L’acqua a Berna ha raggiunto il record di 23,7 gradi. E a proposito di acqua, i più grandi serbatoi naturali che abbiamo ancora a disposizione, i ghiacciai, di questo passo saranno completamente scomparsi dalle Alpi nel giro di una ventina d’anni. Alla faccia di chi ancora fa la voce grossa quando si parla di tasse sul clima.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!