Yemen, la strage degli innocenti

Lo Yemen è teatro di una delle guerre più sanguinose del medioriente, una guerra silenziosa che lasca la sua scia di morti che per noi contano poco o nulla. Uno stillicidio di profughi che come al solito sono in fuga anche a causa dell’Occidente.

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E’ stata una strage di bambini, il 9 agosto 2018, oltre 30 bambini sono morti e piu’ di 50 persone sono rimaste ferite nella provincia di Saad, nel nord dello Yemen, in seguito a raid aerei che hanno colpito uno scuolabus e un affolato mercato ; l’attacco è stato sferrato dalla coalizione a guida saudita.

La drammatica guerra civile yemenita si sta rivelando un conflitto strategico permanente tra sciiti e sunniti. Lo Yemen, con il suo sbocco sul Mar Rosso e sul golfo di Aden, si trova a cavallo di un importante crocevia commerciale e delle rotte di comunicazione tra Medio Oriente, penisola araba e corno d’Africa.

In questa sanguinosa guerra sono coinvolti l’esercito governativo, i ribelli sciiti Houthi (appoggiati e riforniti dall’Iran), i miliziani di Al Qaida e la coalizione dei Paesi arabi, quali Kuwait, Bahrein, Qatar, Giordania, Egitto, Sudan e Marocco, tutti guidati dall’Arabia Saudita, appoggiati dagli USA, Regno Unito e Francia.

Perché la Repubblica dello Yemen è stata travolta dalla guerra civile?

Nel 2014, su richiesta del Fondo Monetario Internazionale, il governo sunnita di Mansou Hadi smette di distribuire i sussidi per il carburante, i prezzi salgono, l’inflazione aumente e scoppia una protesta guidata dagli sciiti Houthi. La rivolta degenera in uno scontro armato e nel settembre del 2014, i ribelli sciiti occupano gran parte della capitale Sana’a e il presidente M. Hadi si rifugia al sud del Paese, Aden, la sua città natale; da qui, in un discorso televisivo, dichiara il golpe Houthi. Da questo momento fino al settembre 2015 ci sono stati feroci combattimenti nel sud del Paese. Nel luglio 2015 entrano definitivamente le forze di coalizione nellaa campagna militare guidata dai sauditi.

Nel 2016 ci sono stati vari tentativi di apprire un negoziato per cessate il fuoco, promosso dalle Nazioni Unite, ma nulla è stato fatto e il Paese continua a restare diviso tra i ribelli sciiti e le forze governative, inframezzate dalle operazioni condotte dai jihadisti di Al Qaida.

Allo stato attuale delle cose non esiste alcuna prospettiva di un ritorno alla normalità del Paese, insanguinato da uno stillicidio tra i contendenti del conflitto.

Human Rights Watch in una nota afferma che gli USA, Gran Britagna, Francia ed altri Paesi europei, tra cui anche l’Italia, dovrebbero sospendere la vendita di armi all’Arabia Saudita; inoltre segnala anche gravissime violazioni del diritto internazionale da parte delle forze armate saudite.

Questa guerra ha parecchi interessi economici: petrolio, gas, commercio e vendita di armi che impediscono a USA, Unione Europea e alla stessa Russia di imporre dei veri negoziati; pertanto salvare il popolo yemenita dal massacro non è una priorità ed è quindi comodo non intervenire.

Le organizzazioni per Diritti Umani, nel marzo 2018, hanno informato che l’aggressione saudita allo Yemen ha prodotto 270’000 vittime, 300’000 feriti e mutilati e 2,5 milioni di sfollati, su una popolazione di 25 milioni. La stessa Human Rights Watch, nel febbraio scorso, ha denunciato l’Arabia Saudita per aver commesso crimini di guerra prendendo in mira obiettivi civili quali mercati, ospedali, scuole e centri abitati .

Lo Yemen è teatro di una delle guerre più sanguinose del medioriente, una guerra silenziosa che lasca la sua scia di morti che per noi contano poco o nulla. Uno stillicidio di profughi che come al solito sono in fuga anche a causa dell’Occidente.

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