Andrea Fazioli, uno scrittore in crescita…

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Andrea Fazioli è uno dei pochi scrittori ticinesi che pubblica regolarmente in Italia: proprio il 6 di Settembre Guanda ha mandato alle stampe il suo sesto giallo, «Gli Svizzeri muiono felici».

Ma non è questo il tema oggi. Il nostro interesse va a «Succede sempre qualcosa», edito da Casagrande un po’ di mesi fa. Una raccolta di piccoli racconti, riflessioni, divagazioni… . Scritti anche già pubblicati sui diversi quotidiani e/o settimanali. A chi scrive in generale i racconti piacciono poco (a parte la Munro…). E poi questa pubblicazione è stata reclamizzata (… da articoli, post su FB, ecc…) come una miscellanea comunque legata ad una panchina di Bellinzona, sede fissa delle osservazioni di Andrea Fazioli. Dunque ci si è messi a leggere con il pregiudizio di trovare un Paul Auster in versione ticinese, o di rivedere lo straordinario Harvey Keitel di «Smoke» sotto Castelgrande. E invece …

Invece tanta roba. Un diario in pubblico ma anche una «moleskine» d’autore sui temi che più attirano la sua sensibilità. Che scarpini in bici sulle salite più ripide della Leventina o affronti il supermercato più grande d’Europa, che viaggi in auto prima dell’alba o che si ritrovi sotto la statua di Lenin, ancora a confronto con una stanza «murata», che non ha porte ed è visibile solo dall’esterno… la testa continua a macinare pensieri dopo pensieri. E sensibilità. E parole. Quest’ultime di una precisione farmaceutica. Alla ricerca del silenzio «che, con la musica, nutre le parole», o della risposta all’annosa questione su «cosa è l’arte?» («fatica e meraviglia sono i due poli da cui nasce ogni forma artistica» pag. 119). Ancora il caso che allo spegnimento delle candeline di una torta fa sposare Lucio Battisti a Giacomo Leopardi («ma che bisogno c’era?»), ed il confronto con i propri antenati tramite un graffito con il cognome con la Z all’incontrario. Emigranti, e pensieri al salotto buono dove si entrava solo tre volte l’anno. Un cantiere affascinante che Fazioli sembra voler aprire solo per … capire di più e meglio. La scrittura come presa di coscienza, e responsabilità. E non si pensi all’immagine dell’autore così sempre educato, quello che non dice mai una parolaccia (qui c’è!) e/o che rifugge dal reale. Il racconto su «Prima i nostri» ad esempio meriterebbe di essere letto a scuola, con quel rifiuto al distinguo tra «nostri valori» e «loro»: i valori sono universali! .

Infine, ma non da ultimo, tanti libri ad accompagnare lo scrittore. In ogni capitolo ne compare uno, e non necessariamente narrativa: filosofia, poesia, antropologia… . Il mestiere di scrivere, se lo si vule fare bene (e Fazioli lo fa) necessita di continui confronti. Di sicuro in queste pagine vi è un balzo in avanti e non ci pare casuale che ancora una volta il trampolino trovi appoggio sul suolo ticinese: qui Casagrande, con i gialli, ma era il 2005, fu Dadò. Da leggere. Non importa come, se in un fiato o … a poco a poco, capitolo dopo capitolo.

 

«Succede sempre qualcosa» , di ANDREA FAZIOLI, 2018, ed. Casagrande, 2018, pag. 220, Euro 19,00.

 

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