Campione enclave italiana? No, russa!

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La cittadina campionese, ormai ridotta l’ombra di se stessa, viene acquisita dai ricchi russi, che fiutando l’affare comprano ormai a prezzi stracciati.

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Le disavventure di Campione d’Italia, l’enclave italiana sul Ceresio le conosciamo tutti. L’ubriacatura dei casinò, che aveva coinvolto anche la Lega dei Ticinesi alla fine degli anni ’90, faceva credere ai cittadini che la soluzione a tutti i problemi poteva essere il gioco d’azzardo. L’idea di spennare ricconi, che poi purtroppo e spesso ricconi non erano, sembrava ghiotta. Nasceva il Casinò Admiral a Mendrisio il cui direttore, per poco tempo visto che si giocava tutti i soldi che pigliava, fu Flavio Maspoli, numero due dopo Bignasca della Lega primigenia.

Campione, in una frenesia idiota, e non ci voleva un genio per arrivarci, costruiva il nuovo casinò, commissionandolo a Mario Botta, l’unico architetto che sembra esistere a sud delle Alpi. Il progetto faraonico e invasivo, preventivato intorno ai 70 milioni di franchi, ne costò invece più di 150. Una struttura che ricordava monumentali manufatti funerari di antiche civiltà, gettava la sua ombra imponente e gigantesca sul lago.

Campione, su poco meno di duemila abitanti, ne vedeva seicento impiegati per il Comune o il casinò, saldamente in mano all’amministrazione. Gli ultimi anni di crisi e delle politiche scriteriate, oltre al costo impossibile dello stabile, hanno fatto il resto, trasformando la casa da gioco di Campione in un ghost casinò, un casinò fantasma degno del Far est. Fallimento, gente per strada, un paese che si spopola.

Ad oggi, solo pochi bar e ristoranti delle decine dell’età dell’oro di Campione restano aperti su una piazza quasi deserta. In tutto questo c’è un risvolto buffo e amaro. La comunità dei ricconi russi, che aveva già acquistato parte cospicua degli stabili dell’enclave, sta crescendo. I milionari venuti dal nord-est hanno fiutato l’affare e oggi comprano case alla metà del prezzo rispetto solo a pochi anni fa. Campione, enclave italiana in territorio svizzero, si sta trasformando, in un beffardo gioco di matrioske, in enclave russa.

Anche perché ai russi del casinò non frega niente, anzi. Oggi Campione è bella uguale, con la sua splendida vista sulle acque color cobalto, con più silenzi e meno traffico. L’ideale per uomini d’affari la cui vita frenetica necessita ogni tanto di un po’ di pausa.

Tra qualche anno, sulle rive del Ceresio, i cosacchi balleranno il kazachok

 

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