Casse Malati, aumenti e BeltraZen

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I premi di cassa malati per il nuovo anno in Ticino saranno più cari mediamente del 2,5%, terzo posto per entità dell’aumento, ma per Paolo Beltraminelli va bene, poteva andare peggio.

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Paolo Beltraminelli è una specie di maestro zen nostrano. Che gli piombi in testa Argo1 o l’aumento inquietante delle persone in assistenza in Ticino, lui, come sottile ma resiliente giunco, si piega e lascia che tutto scorra. Trova sempre un lato positivo nelle cose, il Beltra. Ad esempio, di fronte all’aumento dei premi di cassa malati, che ormai arrivano puntuali come un gatto in calore a primavera, Beltra non si allarma, non si scompone. Anzi, parole sue, “poteva andare peggio”. Che fortunelli che siamo, in Ticino: abbiamo il doppio in percentuale degli aumenti dei premi di cassa malati (2,5% contro la media dell’1,2%, con rincari del 4% per gli adulti) e siamo il terzo Cantone col maggior rincaro, eppure ci è andata di culo, non è poi così tanto. Vedo già i fuochi d’artificio sparati in Piazza della Foca dalle famiglie ticinesi felici di essere state inchiappettate si, ma sentendosi dire “ti voglio bene”. That’s amore. Pare che con il risparmio del mancato maggior aumento siano schizzate alle stelle le vendite di Porsche e le prenotazioni per le vacanze alle Maldive.

Con un paragone calcistico, Beltraminelli sembra un po’ una di quelle squadrette da fondo classifica FIFA, tipo San Marino o Andorra, che ne beccano 5 o 6 a partita ma esultano come se avessero vinto i Mondiali se riescono a segnarne uno alla Germania o alla Spagna.

Il guaio è che questo modo di fare, questa sconcertante, ottimistica passività fotografa esattamente l’atteggiamento di una determinata parte politica, tendente a destra, rispetto a un problema che colpisce sistematicamente i ceti medio-bassi. E dimostra, se ce ne fosse bisogno, l’assenza di qualsiasi volontà di porre rimedio a una patologia ormai cronica del sistema: tanto “poteva andare peggio”. Siamo al ridicolo del far finta che un aumento più che doppio dei premi rispetto alla media sia un fatto tutto sommato positivo perchè poteva essere maggiore. Come se fosse tutto normale, tutto a posto, nell’ordine naturale delle cose, a maggio fioriscono le rose, in estate è tempo di anguria, a settembre si vendemmia e poi dopo arriva l’aumento dei premi, e il ciclo ricomincia.

È che non è normale nulla. È che le soluzioni ci sono, le proposte sono sul tavolo, dalla cassa malati unica, bocciata alle urne ma ancora validissima come progetto, alla limitazione dei premi in base al reddito. È che manca una cosa, quella specie di guizzo che è mancato a Beltraminelli qualche tempo fa: la volontà politica di farlo. E sicuramente un consigliere federale apertamente colluso con le casse malati, al pari di buona parte dei parlamentari nazionali, sicuramente non è il miglior Santo patrono in tal senso.

E noi, come novelli Giobbe, sopportiamo pazientemente le prove a cui ci sottopone il Dio Capitalismo. E sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male…al Beltra, canterebbe oggi Enzo Jannacci: perchè siamo ingrati a lamentarci, siamo tristi e cupi. Perchè in fondo, lo dice Beltra, poteva andare peggio.

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