Dio ci serve o no?

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Galileo ha tracciato, insieme ad altri, una strada. La strada della mente e dell’intelletto, la strada che racconta la meraviglia dell’universo e dei suoi meccanismi, la strada del primato dell’uomo, che vede nel rinascimento il suo seme. Galileo oggi siede idealmente accanto a chi vuole la libertà di pensare, senza pastoie o ingabbiamenti religiosi.

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L’originale della lettera di Galileo Galilei, scritta all’amico matematico Benedetto Castelli, è stata ritrovata per miracolo nella biblioteca di Londra.

Ma quella non è solo una lettera. Galileo, in quelle parole esprimeva le sue teorie che comunque già circolavano e che cioè, era la terra a girare intorno al sole e non viceversa.

Perché è importante? Perché Galileo gettò il seme per sgretolare una delle più incredibili fake news della storia, un’idea che teneva banco da più di 1500 anni.

È il 1613, il Rinascimento volge al termine e si affaccia il secolo dei lumi, anche se si sarebbe dovuto aspettare più di un secolo e mezzo per vedere arginare pesantemente il primato della Chiesa.

Questo ritrovamento casuale per opera di un ricercatore italiano, è importante non tanto per la teoria di Galileo, conosciuta ormai da tutti, quanto per il peso che quelle parole ebbero all’epoca.

Oggi più di 400 anni dopo, siamo ancora confrontati con l’oscurantismo religioso delle destre sia da noi sia in Italia, un oscurantismo che trova agganci malati col nazionalismo e il patriottismo, dove l’identità religiosa si mischia torbidamente a idee di chiusura e di superiorità etnica.

Ecco perché l’iniziativa Ticino Laico, promossa da un gruppo di liberi pensatori, ha senso, dopo quattrocento anni. Ha senso che ci sia una separazione netta e definitiva tra Stato laico e Chiesa e che lo Stato, il cui popolo sposa sempre in misura maggiore l’ateismo o lo gnosticismo, non finanzi più le religioni.

Non è un favore all’Islam, anzi, il laicismo dello Stato è ugualitario per tutte le religioni, e non dà una posizione di preminenza a quelle che sono ritenute legate alla tradizione.

Perché di che tradizione parliamo? Quella del Vaticano o quella di Galileo?

Molti abitanti del Ticino non si riconoscono nelle radici cattoliche o luterane e non è giusto che finiscano per finanziare in qualche modo delle idee che a loro risultano false e obsolete.

Chi vuole professare la propria fede può farlo, ci mancherebbe, semplicemente non è giusto che tutti paghino per la fede di alcuni.

Galileo ha tracciato, insieme ad altri, una strada. La strada della mente e dell’intelletto, la strada che racconta la meraviglia dell’universo e dei suoi meccanismi, la strada del primato dell’uomo, che vede nel rinascimento il suo seme. Galileo oggi siede idealmente accanto a chi vuole la libertà di pensare, senza pastoie o ingabbiamenti religiosi.

Dio c’è, e alberga nel nostro pensiero, nella nostra esistenza.

Dio non ci serve, Dio siamo noi.

 

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