Fate i laici a casa vostra

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Quel che è limpido come l’acqua che sgorga dal cuore più puro e carico di fede in Cristo è che il PPD ticinese non ha affatto gradito l’iniziativa denominata “Ticino laico” proposta dall’Associazione Liberi Pensatori.

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Laici non laidi. Avete letto bene. Anche se fra laidi e laici probabilmente qualche affinità c’è. Chissà. Approfondiremo probabilmente la cosa più avanti. Quel che invece è limpido come l’acqua che sgorga dal cuore più puro e carico di fede in Cristo è che il PPD ticinese non ha affatto gradito l’iniziativa denominata “Ticino laico” proposta dall’Associazione Liberi Pensatori. L’iniziativa si prefigge l’obiettivo di cancellare lo statuto di ente di diritto pubblico di cui beneficiano in Ticino la Chiesa cattolica e quella evangelica.

Del resto secondo i promotori fra i quali figurano anche Gabriele Gendotti e Dick Marty, due ex Consiglieri di Stato, in passato figure di spicco del Partito liberale radicale, non si spiega il perché due culti, di cui uno conta appena il 4% della popolazione, debbano godere di privilegi e possano avere finanziamenti pubblici che altre religioni o anche solo chi si professa non credente non ha. Ecco perché dall’8 settembre partiranno con la raccolta delle firme.

Ma a non voler sentir ragioni al riguardo è l’alfiere pipidino Fiorenzo Dadò che di fronte all’ennesimo attacco alle fondamenta cristiane su cui poggia la nostra identità si è scagliato, lancia in resta, definendo la cosa come un “pericoloso tentativo attuato proprio oggi che sempre più persone, confrontate con la frenesia, la superficialità e l’egoismo di questo mondo globalizzato nel quale viviamo, si sentono vulnerabili e disorientate”. E nemmeno al duo Gendotti-Marty il presidente del PPD gliele manda a dire definendoli due “ex consiglieri di Stato radical chic dalle robuste pensioni per l’occasione riemersi dalle nebbie di un passato dimenticato”.

Che viviamo in tempi cupi e difficili da decifrare, non c’è ombra di dubbio, ma che la soluzione e il conforto debbano per forza risiedere nella fede o in una qualsivoglia religione di stato è un po’ una visione di chi osserva il mondo coi paraocchi, dimenticandosi che là fuori abbondano astrologi, cartomanti, pifferai magici, incantatori di serpenti e validi psicoterapeuti di varie correnti che operano senza nessun imprimatur o regio statuto. Alcuni riuscendo in maniera più che dignitosa ed eroica a metterci una pezza a quell’inverno che, a quanto si dice, sia ormai arrivato.

Certo, la puntuale reazione del PPD è romanticamente pavloviana. La solita e robusta presa di posizione di sempre. Quella che avrebbero i nostri adorati pargoli se a tradimento dicessimo loro che Babbo Natale è solo un povero e patetico vecchio, sovrappeso e avvinazzato, frutto di un’astuta campagna pubblicitaria di una famosa bibita gassata e zuccherosa. È dunque comprensibile che la loro reazione sia identica a quella avuta da Fiorenzo Dadò e il suo partito che proprio sul pensiero magico onnipotente della Cristianità e sul buon Gesù si poggia. Quindi ditemi voi come si fa a non imbufalirsi di fronte a richieste laiche di questo tipo? Fare i conti con la realtà non è mai facile. Soprattutto quando ciò a cui credi è invisibile e impalpabile come Lorenzo Quadri a Berna. Così, forse, un’altra soluzione percorribile potrebbe essere quella di dare pari spazio e dignità a chi crede in quel che vuole credere, magari anche nel divino spaghetto così come effettivamente fanno i seguaci del Pastafarianesimo. Perché di fronte a un bel piatto di pasta ancora fumante tornano tutti a più miti consigli di pace e di famiglia.

 

 

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