I pentiti della Brexit

Al di là dei ripensamenti e delle belle parole, a poco serviranno pentimenti tardivi dato che, qualsiasi sarà la situazione, a marzo del prossimo anno il Regno Unito lascerà in ogni caso l’Ue

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Attorno alla Brexit l’odore di carogna si fa sempre più pungente e non potrà che aumentare più si andrà avanti. È esattamente questa la percezione che da più parti si fa largo in questa fase nella quale sono ancora in corso le trattative, i negoziati con Bruxelles, ma le nubi all’orizzonte si fanno sempre più grigie e minacciose (leggi qui). Forse è anche questa la ragione per cui, stando a un sondaggio recente, i contrari all’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea sono aumentati e di parecchio. Sono ben oltre un milione e mezzo gli abitanti che dal referendum sulla Brexit hanno nel frattempo cambiato idea rendendosi conto del pericoloso azzardo e di quelle che saranno le conseguenze di questa scelta. Ovviamente, come sottolinea l’Independent, se gli oltre due milioni e mezzo di elettori che oggi sono contrari avessero votato per rimanere in Europa al referendum del 23 giugno 2016 la Brexit sarebbe stata affossata con una larghissima maggioranza.

Di questi giorni sono inoltre le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ex premier Tony Blair che ha spiegato come le scelte e la strategia negoziale portata avanti da Teresa May non potranno che finire per scontentare tutti, anche chi la Brexit l’aveva voluta. È quindi un compromesso destinato a fallire. Intervistato in esclusiva da Euronews, l’ex premier laburista ha espresso tutto il suo pessimismo riguardo a una soluzione indolore e concordata soprattutto sulla scia della linea “soft” finora percorsa.

“Quello di cui è convinta la May è che sta cercando di fare del suo meglio per il paese. Anche se non si tratta di una buona idea, ormai è una cosa che va fatta, quindi ha pensato di portare avanti una versione “light” della Brexit. Lo sta facendo convinta di poter dire ai cittadini che hanno votato a favore dell’uscita dall’Europa che è stato fatto di tutto il possibile per proteggere l’economia del Paese – ha dichiarato Blair – È una cosa sensata, ma il problema è che questa proposta non soddisferà né le persone che vogliono veramente la Brexit né coloro che pensano sia una pessima idea. Per questo non penso che passerà alla Camera dei Comuni. Credo piuttosto che alla fine voterà il Parlamento”.

Ma al di là dei ripensamenti e delle belle parole, a poco serviranno questi pentimenti tardivi dato che, qualsiasi sarà la situazione, a marzo del prossimo anno il Regno Unito lascerà in ogni caso l’Ue. “Saremo pronti a tutte le eventualità” ha ribadito recentemente il ministro britannico per la Brexit Dominic Raab. Peccato solo che mentre lo diceva un nutrito stormo di avvoltoi stava svolazzando allegramente sulla sua testa e su tutti coloro che fino all’altro ieri erano convinti che la soluzione ai propri problemi potesse essere davvero quella che si sta prospettando ora.

 

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