Il crollo di Pierre Maudet

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Pierre Maudet, abbandonato da tutti, è ormai diventato una specie di paria anche per il suo partito. Dopo le dichiarazioni di Petra Gössi, decisamente dure, il piedistallo su cui poggiava il Consigliere di Stato ginevrino, comincia a sgretolarsi.

Dopo l’abbandono della presidenza del Consiglio di Stato, ora Maudet dimissiona anche da quella della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia.

Che dire in fondo? Maudet paga la leggerezza legata a quel famigerato viaggio negli Emirati Arabi Uniti, per il Gran Premio di Formula Uno, il tutto pagato, per lui, famiglia e capo gabinetto, a spese del ricco dignitario arabo.

Volo in businesss class, alloggio e tutto il contorno gentilmente offerto da Mohamed Bin Zayed bin Al-Nahyan, principe ereditario, fratello dell’attuale sovrano ed attualmente ministro della difesa del Paese.

Se pensate che una maestra d’asilo o delle elementari non può accettare regali (a parte il mazzolino di fiori o la scatola di cioccolatini dei bambini) figuratevi un Consigliere di Stato, bugiardo per di più perché aveva negato e che riceve un regalone per decine di migliaia di franchi. La cosa deprimente è che i liberali lo avevano anche messo in corsa (leggi qui) a fianco di Cassis per un posto di Consigliere federale.

In questo caso la legge, ovviamente, si attiva. Accettazione di vantaggi, si chiama il reato. Anche perché un’alta carica dello Stato non può e non deve accettare qualsivoglia regalo, per non dover subire pressioni in seguito. Un errore madornale che stupisce, soprattutto da chi di politica ci vive.

La sua carriera fulminate lo rendeva uno degli enfant prodige del PLR: classe 1978, fondatore del Parlamento dei Giovani a Ginevra, di cui detiene la presidenza dal 1993 al 1995. Eletto dal 1999 al 2003 nel Consiglio comunale di Ginevra, ne diventa vice presidente nel 2006. Presidente del PLR prima della città e poi del canton Ginevra (un Cantone con quasi mezzo milione di abitanti), nel 2007 diventa consigliere amministrativo della città, fino a quando si candida per il Consiglio di Stato, dove vince le elezioni nel 2012. Oggi la macchina della giustizia sta pian piano frantumando il piedistallo costruito in anni di brillanti successi.

Parafrasando il film di Tim Robbins, Dead man Walking, Maudet a questo punto sembra proprio un uomo morto che cammina.

 

 

 

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