Il disprezzo per l’umanità fragile

Firmate, abbiamo un potere come persone, abbiamo il dovere di fare sentire la nostra voce

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Sono ormai diverse centinaia le firme della petizione raccolte dal gruppo “Siamo al buio”. Firme di persone che non accettano il sistema dei rimpatri gestito in modo cruento e privo di sensibilità come avviene oggi. I recenti casi di due famiglie con bambini piccoli terrorizzate dalla polizia sono solo la punta dell’iceberg. Funzionari aggressivi, che svegliano le famiglie all’alba, come per un arresto, famiglie e persone in serie difficoltà, come la madre eritrea con due bimbi di cui una epilettica e con problemi cerebrali, trattate come fossero ladri o criminali.

Che dire, siate ribelli, siate indignati, noi abbiamo già firmato, fatelo anche voi a questo link.

Leggiamo dal comunicato le motivazioni del gruppo, iniziando dalla cronaca del secondo rimpatrio, riguardante una famiglia con due figli piccoli:

“La polizia ha in seguito costretto la madre e i due bambini a salire su un’aereo: i bambini  vomitavano e la madre era in lacrime. All’alba l’equipaggio li ha fatti scendere. La polizia ha avvertito la madre che l’avrebbero riportata sull’aereo la settimana prossima e l’ha lasciata sola con i bimbi dicendole di arrangiarsi ad arrivare in Ticino. Per completare  l’opera  un’agente della polizia aeroprotuale ha mostrato alla madre e ai suoi due bambini una foto di una persona con mani e gambe legate e occhi bendati gridando: “la prossima volta vi metteremo sull’aereo così”.

 Al di là della discussione sulla trafila burocratica denunciamo questa modalità violenta di dare seguito ad una disposizione che era in via di riesame. Non c’è nessun bisogno di irrompere di notte in un’abitazione e di terrorizzare una madre e due bambini. Non c’è nessun bisogno di interrompere in modo violento un percorso che stava ricostituendosi. La mattina i due bambini avrebbero dovuto andare a scuola e invece hanno imparato a loro spese cosa significa doversi confrontare con la violenza delle istituzioni. (…) Noi cittadini non ci riconosciamo in questo scoraggiamento sistematico della speranza, in questo palese disprezzo dei diritti dei bambini, in questa mancanza totale di riguardo per l’umanità fragile.

Chiamiamo in causa non solo i poliziotti che hanno dato seguito agli “ordini” ma anche chi richiede e legittima questa violenza istituzionale.”

Firmate, abbiamo un potere come persone, abbiamo il dovere di fare sentire la nostra voce.

 

 

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