Il Führer svizzero dei neonazisti tedeschi

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All’indomani della rivolte di Chemnitz, la polizia tedesca ha confermato che fra le teste pensanti che fomentano e alimentano i gruppi neonazisti in Germania c’è anche uno svizzero. L’ideologo e fomentatore dell’ultimo rigurgito dell’estrema destra tedesca è un ex insegnante bernese. Si chiama Bernhard Schaub e, da anni ormai, è fra i promotori di un abbattimento del sistema democratico a favore di un nuovo ordinamento. Lo ha scritto e detto in più di un’occasione anche nel corso di comizi pubblici carichi d’odio e e di veleno come quello tenutosi a Dresda e per il quale prossimamente dovrà presentarsi in tribunale.

Sono purtroppo più d’uno i docenti allontanati dall’insegnamento perché negavano l’Olocausto, ma senz’ombra di dubbio il più inquietante rimane proprio Schaub che, dopo essere stato licenziato nel 1993 da una scuola di Adliswil impostata sui principi educativi di Rudolf Steiner, ha continuato, imperterrito, nella propaganda e promozione delle proprie idee malate. E ha perfino trovato lavoro alla Scuola Club Frauenfeld dove ha svolto il suo ruolo d’insegnante, fino al 1999, quando anche lì sono venuti a galla i precedenti di chi, nel tempo si e nascosto anche dietro a degli pseudonimi.

Hans Herzog e E. Wolff sono i due nomi con i quali Schaub ha portato avanti la sua militanza nel PNOS (Party of Nationally Oriented Swiss) il maggior partito di estrema destra in Svizzera, partecipando attivamente alla stesura del programma della formazione politica. In occasione di un evento pubblico, Schaub, aveva anche dichiarato alla NZZ am Sonntag che “per il bene di ciò che vogliamo, per ottenerlo, dobbiamo arrivare al potere. Noi lottiamo per questo. Non solo la Merkel deve andarsene, ma anche l’intero sistema”.

Parole e proclami deliranti che si ritrovano identici pure in internet. Ad esempio, su YouTube, Schaub è seguito da migliaia di persone, mentre su Facebook non mancano nei suoi confronti gli attestati di stima e di solidarietà riguardo ai guai avuti finora con la giustizia. Con una grande passione per i cavalli, a dargli una certa notorietà sono stati soprattutto la pubblicazione del suo libro” Adler und Rose”, ragione per la quale fu allontanato dall’insegnamento e, nel 2006, la partecipazione come relatore a un convegno tenutosi a Teheran nel corso del quale si dava voce a chi negava l’esistenza dell’Olocausto.

Dulcis in fundo, ciliegina sulla torta, pur vivendo nel nord-est della Germania, il suo domicilio è ancora in Svizzera e, come se non bastasse, il fenomeno vive grazie ai soldi che percepisce dall’assistenza. Da quello stesso Stato, che in realtà vorrebbe abolire. “Sono un beneficiario dell’assistenza sociale, sono un estremista di destra pagato dallo Stato”, ha dichiarato la faccia di bronzo.

 

 

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