Il vergognoso voltafaccia liberale

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Ieri, dopo la votazione de “La scuola che verrà” si sono sprecati i comunicati di movimenti e partiti. Ognuno, come ovvio tirava acqua al suo mulino. Tra tutti quello però più ipocrita e vergognoso è stato quello liberale, che sotto la gestione Caprara è riuscito a raggiungere picchi deprecabili non indifferenti. Il sunto del comunicato è in una frase:

“Nonostante il grande lavoro svolto dal PLR per inserire nella sperimentazione un modello di scuola più aderente alla realtà e, soprattutto, meno votata all’ideologia, l’insistenza e la testardaggine dei vertici dipartimentali hanno condotto al prevedibile naufragio dell’intero progetto.”

Le persone normali si domandano dove sarebbe il grande lavoro dei liberali, che avevano inserito alla fine una sola clausoletta in un progetto tutto preparato dal DECS.

Citiamo dal portale Ticinolive parte di un articolo che descrive perfettamente la situazione. Si parla di tonfo spettacolare per il PLR e De Maria, autore dell’articolo, ricorda un suo pezzo di poco precedente alla votazione:

“Il PLR ha commesso, e continua a commettere, un errore, il primo errore evidente – e grave – dell’”era” Caprara. Ha infatti imboccato una strategia che definirei LOSE-LOSE (l’esatto contrario dell’apprezzatissima WIN-WIN), e precisamente:

Se i Referendisti vincono, il PLR si ritrova sul versante dei perdenti e fa una figura tapina.

Se i Referendisti perdono, trionfa Bertoli e la SUA scuola s’instaura in tutto il Cantone. Il PLR, con una grande tradizione scolastica di molti decenni, avrà fatto il “portatore d’acqua” alla scuola della Sinistra. Brillante!”

Perché oggettivamente, se qualcuno oggi perde, sono il Consiglio di Stato e il parlamento, che hanno approvato il progetto, ma ancora di più i liberali che fino a ieri a parole lo sostenevano ed oggi fanno finta di non aver nemmeno partecipato ai giochi.

La Lega, come al solito invece si barcamena su due fronti. A parte il Mattino di Quadri infatti, non si sono levate grandi voci contrarie al progetto. Anzi, addirittura Michele Guerra, membro della scolastica, e i Consiglieri di Stato Gobbi e Zali l’hanno sostenuta. Oggi la Lega vince, ma se fosse invece passato il progetto, i Consiglieri di stato “responsabili” avrebbero messo anche loro il marchio sulla riforma della scuola.

Insomma, tradotto in parole semplici, se la riforma passava, ne sarebbero stati un po’ tutti padri, se si perdeva, la colpa era solo del ministro Bertoli.

Questa è politica? Sì. Lo è purtroppo, di quella politica che non costruisce nulla, priva di coraggio e piena di bizantinismi, capace di usare, e qui si il paragone calza, i nostri figli come cavie. Cavie per degli sporchi giochi politici.

Ieri Caprara e il suoi non solo hanno perso, ma hanno perso l’occasione per far credere all’elettorato di avere ancora un po’ di dignità.

 

 

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