La scuola non deve favorire le élite

Riceviamo e pubblichiamo uno scritto di un lettore: “la funzione della scuola obbligatoria non è quella di mirare alla creazione di un’élite di futuri ingegneri e matematici (o avvocati e medici, peraltro), ma quella di dare A OGNI FUTURO CITTADINO, senza distinzioni, delle basi per partecipare alla vita comune in maniera autonoma”

Di

Riceviamo e pubblichiamo da un lettore*

“Ho letto su La Regione la lettera di un docente, Federico Remonda, insegnante di matematica al liceo di Lugano e contrario alla “Scuola che verrà”.

Il signor Remonda sembra molto preoccupato del monte ore che dovrà occuparlo se dovesse passare la riforma. Infatti le rimanenti motivazioni sono soggettive e prive di fondamenti logici.

Stranamente i pochi docenti che si sono pubblicamente espressi contro la fase sperimentale della Scuola Che Verrà sono quasi tutti docenti di matematica. Perché? Forse perché i docenti di scuola media temono di perdere dei privilegi acquisiti rispetto ad altre materie. Ricordiamo in effetti che matematica oggi può vantare ben 5 ore settimanali su tutti e quattro gli anni della scuola media, oltre alla suddivisione “livelli A e B” in terza e quarta. E i docenti di liceo? Loro vorrebbero poter avere i ragazzi già scremati per facilitare l’insegnamento. Ma vediamo cosa cambierebbe realmente per matematica con La Scuola che Verrà:

Matematica alle scuole medie (attualmente):

I) 5 ore settimanali a classe intera eterogenea

II) 5 ore settimanali a classe intera eterogenea
III) 5 ore settimanali a classe intera (livelli A / livelli B)
IV) 5 ore settimanali a classe intera (livelli A / livelli B)

Matematica alle scuola media (sperimentazione SCV):

I) 3 ore settimanali a classe intera eterogenea + 1 ora settimanali a metà classe (laboratorio) + 1 ora settimanale a classe intera con docente titolare e docente di sostegno (atelier)

II) 3 ore settimanali a classe intera eterogenea + 1 ora settimanali a metà classe (laboratorio) + 1 ora settimanale a classe intera con docente titolare e docente di sostegno (atelier)
III) 3 ore settimanali a classe intera eterogenea + 1 ora settimanali a metà classe (laboratorio) + 1 ora settimanale a classe intera con docente titolare e docente di sostegno (atelier)
IV) 2 ore settimanali a classe intera eterogenea + 2 ore settimanali a metà classe (laboratorio) + 1 ora settimanale a classe intera con docente titolare e docente di sostegno (atelier)

In poche parole, invece di aver a che fare con classi di 20-24 ragazzi assemblati in base ai presunti livelli (presunti perché i dati PISA indicano chiaramente che i 2/3 dei ragazzi del livello A hanno in realtà lo stesso livello dei 2/3 dei ragazzi del livello B), i docenti di matematica – con La Scuola che Verrà – potranno lavorare con 10-12 ragazzi alla volta per metà delle ore complessive di scuola media.

Viene dunque da chiedersi perché perlomeno non provare questa differente modalità organizzativa, che almeno sulla carta sembra offrire condizioni di insegnamento decisamente interessanti, invece che negarne l’efficacia a prescindere.

A chi tra i docenti di matematica replica che così facendo si abbasserà il livello (magari in quanto vorrebbe aver a che fare solo con le testine destinate al Politecnico, o presunte tali, con buona pace per chi ha più difficoltà) rispondo che:

1) non è affatto detto che questo si verifichi, anzi, ci sono buoni motivi per credere che il livello possa alzarsi per tutti.

2) la funzione della scuola obbligatoria non è quella di mirare alla creazione di un’élite di futuri ingegneri e matematici (o avvocati e medici, peraltro), ma quella di dare A OGNI FUTURO CITTADINO, senza distinzioni, delle basi per partecipare alla vita comune in maniera autonoma.”

*Nome noto alla Redazione

 

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