Maestra d’asilo e prostituta

Una maestra d’asilo russa sotto i riflettori perché dopo le lezioni, in serata, arrotondava prostituendosi. Per la società è colpevole, e per voi?

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Katya Gorlova è proprio carina, occhioni azzurri, sopracciglia perfettamente disegnate, zigomi alti tipici delle etnie slave e naso sbarazzino. Katia vive a Kaliningrad, una bella città affacciata sul Baltico, lì è impiegata come maestra d’asilo.

Un suo ex, probabilmente livoroso, ha denunciato sui social la sua doppia vita, infatti, Katya di notte fa la prostituta. Immaginatevi il circo. A parte l’opportunità, sempre vile, di vendicarsi tramite social di chi fino a ieri si amava, magari alla follia, c’è la sarabanda di commenti, prese di posizione e crucifige.

Tutti noi in fondo pensiamo che la cosa sia inopportuna. Dovremmo però domandarci perché lo pensiamo. Katya è una cattiva maestra d’asilo? Non lo sappiamo, ma supponendo che fa decorosamente il suo lavoro, è veramente importante come vive la sua sessualità o se arrotonda il probabilmente, misero stipendio da maestra d’asilo con delle prestazioni sessuali?

V’inorridite? Eh no, usiamo la testa, il problema qui è squisitamente etico. Alcuni diranno: non è un bell’esempio per i bambini. Cosa? Fare sesso? I loro genitori, ancora dediti in questo secolo alla riproduzione sessuata e copulativa, hanno prodotto i propri discendenti nello stesso modo.

E il sesso, se adulto e consenziente, non ha mai fatto male a nessuno. Altri comportamenti sono più deprecabili, come fumo e alcool per esempio, perché danneggiano la salute, soprattutto nei più giovani.

Altre società non intrise di senso di colpa cattolico vedono la sessualità non come una cosa torbida ma come un gioioso scambio di fluidi corporali e anche d’amore.

Mi ricordo quando anni fa ci furono delle lamentele all’asilo perché una maestra, brava peraltro, veniva a volte con la minigonna. Chi se ne frega, giusto? Eppure per la sensibilità di alcuni era troppo. Ma il problema lì, e ne siamo coscienti tutti, è proprio nella mente di chi protesta e che vede sesso ovunque, ma non solo, lo vive talmente male da ritenerlo una cosa “sbagliata”, al punto di censurare una minigonna, neanche fossimo negli anni ’60.

Il sesso non è sbagliato. Lo sono le botte, le vessazioni, il bullismo, le dipendenze, droghe e alcool, ma il sesso proprio no.

Mi chiedete se avrei mandato i miei figli a un asilo sapendo che la maestra si prostituiva? Dopo previa discussione e accordo con mia moglie, penso proprio di sì. Dire che avrei ignorato la cosa è forse troppo, ma alla fine avrebbe prevalso quella logica laica e realista. Se la maestra è brava e tratta bene mio figlio, e mio figlio va volentieri all’asilo, non mi riguarda se la sera lei decide di fornire prestazioni sessuali a pagamento.

Fare la prostituta è un lavoro, spesso più pesante di quello di un operaio. Alla prostituta-lavoratrice, dobbiamo perlomeno il nostro rispetto, e non l’ipocrita riprovazione da società vittoriana.

 

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