Mattone selvaggio nel Locarnese

Un reportage fotografico sulla progressiva, inarrestabile cementificazione nel Locarnese. Alla faccia del mantenimento del territorio.

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Ad inizio agosto sulla Bernerzeitung è apparso un articolo inerente uno studio effettuato dall’Università di Berna (leggi qui), che riguardava l’accumulo di calore in città misurato in diversi punti del centro e delle agglomerazioni. E’ stato constatato che nei quartieri con più densità di edifici e strade la temperatura resta, anche di notte, fino a 4 gradi superiore rispetto ai luoghi con più spazi verdi. Ma và? Direte voi, e ma và? Ho detto anch’io.

Fondamentalmente non ci sarebbe bisogno uno studio universitario, ma sappiamo che senza un riscontro scientifico tutto è opinabile.

Berna conta ca. 130’000 abitanti (300’000 con i comuni adiacenti), e malgrado ciò è una città molto vivibile, non da ultimo grazie agli spazi verdi e a un’architettura di largo respiro.

Viene quindi spontaneo chiedersi cosa viene fatto nei centri urbani in Ticino, molti chilometri più a Sud e con temperature più elevate.

Sappiamo tutti che tra Brissago e il Piano di Magadino si è costruito e si sta costruendo parecchio, tanto da aver raggiunto un livello preoccupante. Settimana scorsa sono state pubblicate le statistiche sulla situazione immobiliare in Svizzera, che confermano un alto numero di case sfitte o invendute, Ticino in primis.

Sono del Locarnese e nei fine settimana quando rientro, mi sposto molto a piedi ed in bicicletta, ho quindi tempo di guardarmi attorno. Mi è venuta quindi l’idea di fare un piccolo servizio fotografico. Magari molti di voi passano giornalmente in certi luoghi e per abitudine non notano più certi particolari.

Il “servizio” è diviso in due settori: uno a Locarno nel comparto tra via Vallemaggia e Via Varenna con uno scorcio su via Simen e un altro a Minusio (dove sono cresciuto), nel comparto tra via S. Gottardo e via R. Simen con delle panoramiche prese da via dei Colli.

Nelle foto vedrete dei luoghi con modine a cui ho aggiunto alcune linee di collegamento per rendere meglio l’idea dei volumi e altri siti già edificati.

Nelle due panoramiche prese da Google Maps, potrete vedere gli spazi a suo tempo non edificati (o con construzioni meno voluminose). Gli stessi spazi che oggi sono in fase di costruzione.

Minusio aveva un suo carattere ed un centro. Oggi è stato ridotto ad una periferia senza personalità dove si stenta a riconoscere la Chiesa. A Solduno sembra sia in corso una gara “del più alto e più grosso”. Edifici di 5/6 piani vengono costruiti a distanze ridicole. Gli spazi verdi diventano una rarità. Tutto ciò senza praticamente un aumento di popolazione. (leggi qui)

Non sono neanche necessarie molte statistiche. Una triviale ricerca nel portale Immoscout (stato 17.09) ci mostra a Locarno, in un raggio di 5 chilometri, 293 appartamenti da affittare e 684 case o appartamenti da vendere. Credo che queste cifre non necessitino alcun commento. E tutto ciò nel polo turistico del Ticino. Alla faccia del mantenimento del territorio.

Se non mi credete fatevi una passeggiata tra Locarno e Minusio il mese di novembre verso le 18. Poche luci accese in palazzi prevalentemente vuoti. Solo gli edifici nel “quartiere nuovo” di Locarno e i palazzi a pigione moderata danno segni di vita, il resto è di una tristezza desolante.

Un territorio deturpato da edifici sovradimensionati che hanno portato alla demolizione di abitazioni che forse avrebbero potuto essere ristrutturate, mantenendo la memoria e la bellezza di alcuni quartieri. Vano è stato il grido d’allarme di Piero Bianconi nel suo “Ticino ieri e oggi” del 1982 (si avete letto bene millenoventoottantadue). Qui sotto come promesso la visione da Google Maps con segnate le zone sensibili.

Via Selva a Solduno, notate in Google Maps i terreni liberi e cosa c’è adesso. Le modine indicano un ulteriore palazzo.

Arriviamo davanti al Parcheggio S. Antonio. Il quadrato più piccolo sulla carta indica l’ex pizzeria S.Antonio, rimpiazzata da un edificio di 5 piani. Nella foto sotto mancano le modine, già rimosse. Sorgeranno edifici di 5 piani fino a Via Valle Maggia.

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A sinistra un esempio di quello che si potrebbe fare e a destra di quello che si fa. (Via V. Alberti). Uno scorcio sullo sfruttamento massimo del terreno in Via Varenna.

Sempre via Varenna lato sinistro verso Locarno, nuova modinatura estesa fino a via Franzoni (foto a presa dal parcheggio S.Antonio), 3 o 4 palazzine da 5 piani.

Ancora via Varenna prima di via D’Alberti, lato destro verso Locarno (nuove costruzioni).

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Via Simen

Via Rovedo (dietro il distributore di via Simen)

Via Bustelli (non sulla carta) fulgido esempio di distanze e spazi.

Sempre via Bustelli, sempre più in alto e in largo.

Andiamo verso Minusio, attraversando la via del Sole a Muralto, due nuove palazzine vista lago.

Entriamo in Via delle Grazie sempre a Muralto, altri palazzi molto voluminosi.

E constatiamo che a Minusio non si resta indietro, vedi costruzione adiacente a livello fondamenta, dietro la palizzata. L’altezza della gru ci indica a quale altezza vogliono salire.

Saliamo in Via dei Colli e diamo un’occhiata al centro di Minusio e verso la Verbanella. Ogni commento è superfluo.

Scendiamo in Vicolo Torcet: nuove modine da parte ad una palazzina edificata da poco. Non vedete le modine sul lato sinistro per una nuova palazzina.

Entriamo nel comparto tra via Mezzaro e via Municipio. Vediamo come case di due piani (prima era zona R2) siano state circondate dai palazzoni

Panoramica da via Simen verso Via Mezzaro/Via Verbano. I prati verdi nella carta Google sono tutti edificati o in procinto di esserlo

Via dei Paoli, la casa gialla è ormai circondata.

Infine questo bel vigneto in via Rivapiana…..bello vero ? Le modine sono state rimosse, a quando lo scempio ?

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