Migranti scomparsi, altro che emergenza

I migranti della Diciotti che sono scomparsi dal centro romano di Rocca di Papa, sono, per assurdo la prova che il problema dell’immigrazione in Italia è una balla inventata da Salvini e compagnia.

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In una cinquantina si sono resi irreperibili, detto in parole povere, se ne sono andati senza neanche salutare. La cosa buffa è che possono farlo, non sono detenuti o prigionieri, lo hanno ribadito anche la Caritas e il sottosegretariato dell’Interno: “per la legge, queste persone hanno libertà di movimento, e quindi non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato.”

Una volta appurato ciò, scopriamo una cosa, e cioè che nel 2015, su 38’838 eritrei sbarcati in Italia, solo 475 hanno chiesto asilo nel Paese. È una cosa quasi offensiva per i razzisti italiani che vogliono sbatterli fuori tutti, perché a conti fatti si sbattono fuori da soli. Ma addirittura, stime dell’ISMU, l’ente scientifico per iniziative e studi sulla multietnicità, accertano che dei migranti giunti in Italia nel 2012, solo il 53% è ancora presente sul territorio.

L’Italia non è più una meta per gli eritrei, ma solo un ponte di transito, come uno scalo aeroportuale. Semplicemente il Belpaese, avendo le coste più prossime, è quello dove i profughi sbarcano, ma poi seguono loro percorsi che con l’Italia hanno poco a che fare.

E per dare un altro colpo alla paranoia del clandestino, sempre l’ISMU quantifica in circa 491’000 i clandestini presenti sul territorio, quando nel 2008 erano ancora 600’000. Inoltre l’Italia è, e anche qui le statistiche provano l’enorme fregatura che Salvini con la sua propaganda sta propinando agli italiani, uno dei Paesi con meno stranieri. Se infatti la percentuale di stranieri residenti in Italia non arriva nemmeno al 8,3%, è per l’Austria al 15% circa. Attenzione, non parliamo di disperati e clandestini, ma di stranieri residenti, che lavorano e hanno un ruolo nel tessuto sociale. Inoltre il tasso di crescita degli stranieri in Italia è ad oggi praticamente bloccato, con appena lo 0,2% annuale(dati Eurostat).

Dove sono questi cento e rotti mila clandestini che mancano all’appello? Semplice, se ne sono andati, la loro strada li ha portati in Francia, Germania, Austria, mentre l’Italia, e la cosa fa ridere, ormai non è più attrattiva. Poco lavoro e a livelli da schiavitù, troppo razzismo.

A riprova della poca attrattività italiana, gli stranieri trasferiti nel Paese per motivi lavorativi, nel 2017, sono solo 13’000, un minimo storico che fa paura, poco più dello 0,1 per mille della popolazione italiana.

Per terminare, occorre dunque ricordare che nonostante i flussi migratori importanti degli ultimi 20 anni, più del 90% delle persone in Europa, sono cittadine del Paese in cui risiedono, e non stranieri.

A questo punto sarebbe interessante domandarsi cosa farebbe Salvini senza migranti e clandestini. Magari dovrebbe cominciare a governare sul serio, sempre che ne sia capace.

 

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