Moccetti: Il Cardiocentro è mio!

Con il lancio del referendum, prosegue la farsa per far credere ai ticinesi che l’ente ospedaliero vuole smantellare il Cardiocentro. Un’idiozia. L’EOC lascia autonomia gestionale e medica al Cardiocentro e vuole, come da accordi precedenti, inserirlo nella pianificazione ospedaliera cantonale.

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Su una cosa Paolo Sanvido, presidente del consiglio d’amministrazione, e Giorgio Pellanda, direttore dell’EOC hanno ragione da vendere. L’operazione a difesa del Cardiocentro, mascherata da tragedia greca, è in realtà solo uno squallido teatrino del pro saccoccia. In un articolo de La Regione, infatti, i due sembrano decisamente fuori dagli stracci. Ed è anche logico, quando sei un ente pubblico dei ticinesi e finisci per fare la figura del perfido mostro. Leggiamo in una mail inviata a tutti i collaboratori da, appunto, Sanvido e Pellanda:

“Abbiamo proposto di creare un Istituto del cuore all’interno dell’Eoc (come Iosi e Neurocentro per intenderci), cosicché il Cardiocentro possa mantenere un’autonomia clinica e amministrativa oltre al proprio nome e all’ubicazione. Un’offerta ponderata, che garantirà cure di alta qualità a tutti anche in futuro. Ma la controparte, preoccupata di salvaguardare interessi che con la sanità non hanno nulla a che vedere, ha respinto la nostra proposta”.

Eh si, a Moccetti non va bene nessun accordo alla fine, visto che, semplicemente, non vuole che qualcun’altro ficchi il naso nei suoi affari. E l’EOC svela le tattiche di Moccetti, che mascherando la cosa da battaglia pro o contro il Cardiocentro, vuole invece appropriarsene definitivamente facendosi beffe degli accordi col Cantone:

“L’iniziativa mira de facto a privatizzare definitivamente il Cardiocentro, impedendo all’Ente ospedaliero cantonale di portare avanti la visione lungimirante del Dr. Eduard Zwick, onorando il mutuo impegno sottoscritto nel 1995. Il dottor Zwick, infatti, fondò il Cardiocentro Ticino con una donazione di 30 milioni di franchi: egli diede così vita a una Fondazione il cui scopo era di creare in Ticino una clinica di cardiochirurgia e di cardiologia. L’Atto di fondazione e gli Statuti sono cristallini: trascorsi 25 anni, il Cardiocentro deve diventare pubblico confluendo nell’Eoc. Non è una disposizione negoziabile o modificabile. È la volontà ferma e saggia del fondatore”

Avevamo già parlato degli interessi di Moccetti nel mantenere le redini del Cardiocentro (leggi qui). Avevamo anche affrontato il bieco sfruttamento dell’emotività dei pazienti allo scopo di mobilitare forze a sostegno della propria tesi. (leggi qui)

Oggi è il turno dell’EOC, che pretende il rispetto degli accordi stilati 25 anni fa dal donatore milionario Zwick. Anche qui, avevamo spiegato in maniera chiara e netta gli intrecci tra Moccetti, Giudici e Zwick , suo trust nell’isola di Jersey e gli accordi fatti per poter costruire il Cardiocentro (edificato su un terreno fornito gratuitamente dall’EOC) (leggi qui).

Un’altra pagina triste di politichetta del pro saccoccia che usa la credulità e la gratitudine della gente per ribaltare accordi che erano chiarissimi fin dall’inizio. Il Cantone, oltre a regalare il terreno per l’edificazione, fornì 6 milioni e rotti a Moccetti per iniziare. Oggi il simpatico medico del cuore, dopo aver piazzato familiari nel Cardiocentro in stile feudale, non vuole mollare il suo redditizio giocattolino.

“Noi siamo un’istituzione pubblica e su questo tema abbiamo sempre tenuto la medesima, chiara, posizione, sostenuta e confermata recentemente anche dal Governo ticinese. Essa chiede semplicemente il rispetto legale delle volontà del fondatore e l’osservanza dei patti sottoscritti. Ora qualcuno pensa di rovesciare questi principi per servire interessi privati. Abbiamo lavorato molto per evitare questa spiacevole situazione, ma ci siamo scontrati contro la pervicacia e l’ostinazione del Consiglio di fondazione Cct”.

Scrivono ancora Sanvido e Pellanda. Noi speriamo che il Cardiocentro torni, come deve, in mani pubbliche. Mani pubbliche che già oggi controllano ospedali ed eccellenze mediche come lo IOSI e il Neurocentro, istituti riconosciuti a livello internazionale per la qualità del loro lavoro. L’assunto Pubblico= fallimentare, qui proprio non ci sta.

 

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