Monte Brè e quel resort che non s’ha da fare

Stando alle informazioni diffuse dall’associazione, alcuni giornalisti avrebbero scoperto – proprio come nei romanzi di spionaggio di Ken Follett – un progetto segreto per distruggere il Monte Brè.

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L’associazione Salva Monte Brè non ci sta. E ha deciso di mettere le mani avanti di fronte ai segnali, agli scricchiolii che da più parti hanno avuto modo di percepire riguardo a quello che è il progetto di un resort faraonico denominato Lago Maggiore che si vorrebbe costruire sul Monte Brè, un patrimonio unico e ancora di tutti la cui importanza va ovviamente oltre il suo valore materiale e la possibilità di sfruttarlo facendoci sopra dei lauti affari.

Questa è la convinzione dell’associazione costituitasi per impedire che i peggiori incubi possano avverarsi. C’è infatti qualcosa di ancora molto fumoso, ma non per questo meno inquietante, che si sta apparecchiando attorno a una delle regioni di montagna più incantevoli del Ticino. “Vogliono comprare e distruggere le case di Brè per saccheggiare un paradiso naturale.” Questo affermano i promotori di Salva Monte Brè, decisi a tutto pur di salvaguardare una perla del nostro territorio.

Stando alle informazioni diffuse dall’associazione, alcuni giornalisti avrebbero scoperto – proprio come nei romanzi di spionaggio di Ken Follett – un progetto segreto per distruggere il Monte Brè. Un gruppo di speculatori si appresterebbe a cambiar volto alla montagna sopra Locarno,  il Monte Brè e Cardada, facendone un ritrovo di extralusso per pochi. Per i soliti riccastri multimilionari alla ricerca di un luogo in cui poter trascorrere amabilmente le vacanze ovviamente ognuno con la propria piattaforma sui cui far atterrare l’elicottero.

Un vomitevole mega resort che, se da una parte farà del nostro territorio un luogo inaccessibile ai più, dall’altra lo sfigurerà irrimediabilmente. Infatti il progetto prevede alcune strutture a cinque stelle attorno alle quali si aggiungeranno 70 posti auto, oltre 3’000 metri quadrati di Spa, un paio di ristoranti, campi da tennis a piacere e una piscina coperta (il tutto in zone inaccessibili con la strada). In una posizione “ben visibile dal lago” che offrirebbe “una sensazione di maestosità ai visitatori”. Così si legge sul depliant incriminato, pubblicato e consultabile all’indirizzo web www.salvabre.ch

La questione ambientale riguarda tutti. E in pericolo non ci sono solo le grandi foreste pluviali a migliaia di chilometri da noi dove qualche pappagallino azzurro rischia o si è addirittura estinto proprio ora che ne stiamo parlando. Il continuo e incessante tarlo della cementificazione compulsiva riguarda anche ciò che sta a pochi metri da casa vostra. Fa parte di quel ritornello già sentito che canta di un Ticino dell’edilizia arraffone e speculatore disposto a distruggere tutto nel nome del dio denaro.

“Non li lasceremo fare– scrivono quelli di Salva Monte Brè – I nostri avversari sono ben attrezzati con avvocati, consulenti, lobbisti ed esperti Abbiamo solo la nostra voce. La nostra preziosa montagna è in pericolo. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per diffondere la nostra azione.” Ecco perché di fronte all’ennesima inutile genialata, a una caricatura della megalomania e del cattivo gusto di chi deve ostentare il proprio status è assolutamente necessario fare squadra. Non farsi mettere i piedi in testa (o peggio). E raccontare i fatti per quel che sono. Col megafono in una mano e nell’altra la consapevolezza che solo battendosi contro questo schifo e facendo sentire la propria voce, uniti e compatti, forse potremo anche noi, nel nostro piccolo, impedire lo scempio di quest’intollerabile saccheggio globale.

 

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