Nasce in Italia il movimento dei bigotti

L’Italia si accinge dunque a fare un grande passo indietro, dopo le battaglie vinte a fatica nel campo dei diritti civili. E lo fa  in nome di qualcosa che non è religione, ma un preoccupante mix di superstizione, ignoranza, e bigottismo.

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Chissà cosa penserebbe il conte di Cavour del neonato gruppo interparlamentare “Famiglia e Vita”, che riunisce 150 parlamentari “cattolici”. Lui che pronunciò fiero la frase “Libera Chiesa in libero Stato” durante il suo primo intervento al Parlamento del neonato Regno d’Italia nel 1861, non approverebbe.

La Chiesa non deve ingerire negli affari dello Stato e viceversa. Semplice, ma non abbastanza, visto che il motto non è mai stato davvero preso sul serio in Italia. A parte il periodo laico post unitario, nel Belpaese l’ingerenza della Chiesa è sempre stata una costante, ripercuotendosi gravemente sui diritti civili. Solo nel maggio 2016, l’Italia è riuscita ad avere una rudimentale legge sui diritti delle coppie di fatto, omosessuali comprese, e soltanto nel dicembre 2017 è stato votato il testamento biologico. E ancora sono tanti i passi in avanti da fare, basti pensare al tema della fecondazione assistita.

Purtroppo, invece di progredire verso la laicità dello Stato, l’attuale governo sta facendo passi indietro, sfruttando, per consenso elettorale, l’aspetto più superstizioso del cattolicesimo, quello che con la religione ha poco o niente a che vedere.

Salvini, per esempio, ha spesso brandito il cristianesimo come arma identitaria con la quale difendersi dai migranti. In uno dei suoi ultimi discorsi pubblici, ha giurato fedeltà al Vangelo e, una volta diventato ministro dell’Interno, ha proposto di mettere dei crocifissi in ogni porto, non come segnale di accoglienza, ma come monito ai migranti, spesso musulmani, che approdano sulle coste italiane. Di Maio, poi, ha reso omaggio a San Gennaro e al suo annuale miracolo di liquefazione del sangue.

Infine il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha partecipato alle celebrazioni del cinquantesimo della morte di Padre Pio, di cui è devotissimo, e ha mostrato commosso il santino del frate con le stimmate a Bruno Vespa durante una puntata di Porta a Porta.

In questa atmosfera medievale ha trovato terreno fertile appunto “Famiglia e Vita”, gruppo interparlamentare guidato dalla senatrice grillina Tiziana Drago. A promuovere l’iniziativa è stato Massimo Gandolfini, neurochirurgo bresciano contrario alla approvazione della legge sulle unioni civili e a quella contro l’omofobia (che non esiste in Italia). Nel gruppo, oltre ai soliti noti come Paola Binetti (ex di area PD), Maurizio Gasparri (Forza Italia), vi è anche il senatore leghista Pillon, tristemente noto per aver recentemente dichiarato di voler abrogare la legge 194, che regola l’aborto.

“Famiglia e Vita”, concretizzando in forza politica il movimento del Family Day, reo soprattutto di aver dato voce a personaggi da dimenticare come Mario Adinolfi e Costanza Miriano, autrice del libro “Sposati e sii sottomessa”, si scaglia contro la maternità surrogata, le adozioni omogenitoriali, la fantomatica teoria del gender, il suicidio assistito, la legalizzazione delle droghe leggere, per loro “valori non negoziabili”. Insomma, si propone di cancellare cinquant’anni di lotte e faticose conquiste.

I diritti civili sono per “Famiglia e Vita” sintomo di una “deriva antropologica frutto di una cultura cosmopolita e perversa”. Inoltre, come da tradizione complottista grillina, le massoneria internazionale sarebbe rea di aver instillato nella mente degli italiani queste teorie diaboliche.

Il gruppo interparlamentare, intanto, ha già i primi impegni in agenda che suonano più come una minaccia: il 12 ottobre a Milano incontreranno amministratori locali da tutta Italia per discutere un modo cancellare dai registri comunali le iscrizioni di bambini figli di genitori omosessuali. A marzo 2019, poi, a Verona, ci sarà un grande congresso internazionale della famiglia.

L’Italia si accinge dunque a fare un grande passo indietro, dopo le battaglie vinte a fatica nel campo dei diritti civili. E lo fa  in nome di qualcosa che non è religione, ma un preoccupante mix di superstizione, ignoranza, e bigottismo.

Non c’è nulla di cristiano in Salvini che sbarra le porte a disperati che attraversano il Mediterraneo in cerca di una vita migliore; nulla di evangelico nel negare a un bambino di avere una famiglia, solo perché ha due mamme o due papà o a non riconoscere una coppia omosessuale, condannandola a vivere nell’ombra o, peggio, nella vergogna.

Infine, è impensabile che la loro versione di cattolicesimo distrugga anni di conquiste civili e scientifiche, impedendo quasi qualsiasi forma di fecondazione assistita, e, ancora più grave, cancellando l’aborto.

Il Vangelo predica accoglienza, amore e il sacrosanto principio “non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi”. Non c’è nulla di tutto questo in “Famiglia e Vita” né negli attuali esponenti del governo italiano.

 

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