Pantani contro Don Feliciani: Vattene!

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Don Feliciani, parroco di Chiasso per i leghisti nostrani, è come carta vetrata nelle mutande. La cosa che fa ridere è che Don Feliciani fa il prete cristiano, senza tante palle, dice quello che dice poi anche papa Francesco. Questo alla Lega non va bene. Un pretino deve fare il pretino e non rompere i marroni. Deve fare le sue messine, senza parlare di cose reali, deve andare avanti con la parabola delle nozze di Cana o del figliuol prodigo. Insomma, un prete deve rimanere nel solco del grande romanzo biblico e non affrontare il mondo reale.

Perché è poi lì l’inghippo. Per quanto gli girino ai leghisti e alla Pantani Roberta, che lo mazzuola dal Mattino della Domenica, Il Don fa il lavoro per cui è pagato, e cioè dispensare carità e tolleranza. Scrive la Pantani:

 “Se quello delle prostitute deve essere un chiodo fisso del nostro predicatore, il suo amore per i migranti rimane invece incondizionato, tanto da utilizzare per la funzione di chierichetti, bambini provenienti da altre culture, migranti pure loro. Ora, con tutto il rispetto dei bambini, che sono uguali in tutto il mondo, mi chiedo quale sia la recondita ragione di tale atto”.

Cioè, niente contro i negri, ma non usarli come chierichetti, che poi i chiassesi si mettono grilli per la testa e pensano che gli uomini sono tutti uguali. E se un minorenne migrante cattolico vuole fare il chierichetto, scusa, Pantani, chi sei te, la Gestapo? No, vero? Dunque lasciagli fare quello che vogliono.

Anche per molti di noi tu sei un tarlo fastidioso ma ti lasciamo vivere, no?

Proseguendo nell’attacco a Don Feliciani, la Pantani poi tira fuori tutta la sua bigottaggine, al punto di fare sembrare Padre Pio un dissoluto guitto da baraccone:

“Se la memoria non mi fa difetto, mi risulta che proprio in occasione di questa giornata, nelle Chiese si canta il Salmo svizzero, per ribadire il senso di appartenenza alla comunità di questo Paese. Salmo che dal predicatore religioso domenicale non è stato invece fatto intonare, con spregio non indifferente delle disposizioni vescovili”. – e ancora- “Ora, se il Feliciani ritiene di vivere in un Paese che non gli aggrada, non ha che da fare le valigie e partire per altri lidi (meglio se lontani). Ciò facendo, risolverebbe anche un problema non da poco alla Curia, che del Feliciani non sa più che farsene, non riuscendo neppure a trasferirlo in altre parrocchie, perché non particolarmente gradito. I cittadini chiassesi, i sempre meno astanti alle sue funzioni domenicali, migranti, prostitute, agenti di polizia, politici, donne, uomini e bambini tutti ne sarebbero lieti”.

Io da piccolo andavo a messa tutte le domeniche, al punto che la so recitare a pappagallo quasi tutta, anche in latino, ma il Salmo svizzero non l’ho mai sentito, vuoi vedere che anche Don Pura era un sovversivo? Comunque anche noi, e non sai quanto, gradiremmo una tua migrazione per altri lidi, ma non osiamo sperare tanto. Inoltre rassicurati, certe posizioni scomode staranno antipatiche a una bella serie di cattolici di cartapesta, ma invece piacciono a tanti altri che cattolici non sono. Forse è questo il punto, vero, Robertina?

Comunque ti assolviamo, dieci Pater Noster e cinque Ave Maria e vai per la tua strada, ma non peccare più.

 

 

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