Protesta, imbusta scheda bianca!

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Un annuncio su la Regione, invita a votare scheda bianca: “Questo è un Cantone politicamente “bloccato” dove vanno ancora alla grande i cognomi e le “amicizie” anche se vi diranno che non “è più come una volta”. Ma chi ci crede?”

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Un curioso annuncio è apparso su La Regione di ieri. Senza intestazione, senza contatti, unicamente firmato in stile carbonaro con “Movimento scheda bianca”. L’annuncio invita i cittadini a mostrare il loro dissenso votando, appunto, ma lasciando candida la scheda.

“Dopo una legislatura per certi versi sconcertante, quella prima non era stata poi tanto meglio, dove si è pasticciato parecchio (per non dire altro) e concluso ben poco, risentiremo le solite noiose promesse elettorali, rivedremo più o meno le solite facce e ci riproporranno i soliti slogan ad effetto, magari scopiazzati.

Non lasciatevi abbindolare, non è sufficiente il “parlare bene” perché poi ti diranno che: “ormai c’è la collegialità”. Curiosa come scusa, ma non lo sapevano prima? Si che lo sapevano. Non andare a votare è sbagliato poiché favorisce i politicanti che aspettano solo questo ben sapendo del loro agire. Bisogna andare a votare manifestando il nostro disappunto. Come? SCHEDA BIANCA! Non sporcate la scheda, non lo meritano.

Questo è un Cantone politicamente “bloccato” dove vanno ancora alla grande i cognomi e le “amicizie” anche se vi diranno che non “è più come una volta”. Ma chi ci crede?

L’unica vera forma di protesta che ci rimane è la: Scheda bianca.

Ora, seppur possiamo condividere alcune delle esternazioni in questo curioso annuncio, non possiamo essere d’accordo. Fare di tutta la politica un fascione da bruciare è di un semplicismo disarmante. Molto più difficile è impegnarsi, seguire chi la politica la fa, selezionare quelli in gamba (perché, eccome se ci sono) e votare. Che poi i politici sono contenti se la gente non va a votare è semplicemente ridicolo, è proprio del voto che si nutrono, perché il voto è potere. E siamo noi che con il nostro scrutinio possiamo decidere a chi darlo, questo potere. Se la politica del Ticino è così scarsa, la colpa è proprio dei ticinesi e soprattutto di coloro che si lagnano senza votare o votando scheda bianca.

Gramsci diceva: “Odio gli indifferenti, credo che vivere voglia dire essere partigiani”.

Che siano da una parte o dall’altra, i partigiani sono persone che s’impegnano, che ci mettono la faccia, che vogliono davvero un cambiamento. Questo è un impegno che costa delusione, fatica e lavoro. Troppo facile invocare la scheda bianca, che è solo un segnale di colpevole disaffezione. Politici in gamba, che si distinguono ci sono in tutti gli schieramenti, Giocare a sparare nel mucchio è da nichilisti e da pigri.

Perciò vivete, siate partigiani. Le schede bianche sono per chi ha deciso di incolpare gli altri e di lavarsi la coscienza.

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