Rocco Cattaneo, cattolico di cartapesta

Rocco Cattaneo solidarizza con chi ha i borselli gonfi e lascia il popolo a macerare tra le sue piaghe. Che la gente muoia per fare grasse le nostre industrie delle armi, non è un problema che riguarda né lui né Cassis.

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Fare i baciapile è facile, si va sempre a Messa, si accendono i ceri, si aiuta la Chiesa, e magari si diventa membri del consiglio parrocchiale. Una volta fuori dai luoghi sacri, ci si spolvera la giacca da quella patina di buonismo per sostenere il pro saccoccia delle lobby delle armi.

È quello che fa Rocco “Splash” Cattaneo che scorda senza troppe remore di essere un buon cattolico e presidente del consiglio parrocchiale, sconfessando la conferenza dei vescovi svizzeri.

Il nevrile Consigliere Nazionale ed ex presidente del PLRT scrive infatti:

“Export di armi svizzere, non vedo il problema” – e ancora – “il settore deve poter crescere”.

Insomma, è economia, soldi che girano, posti di lavoro. Muore qualcuno? Dov’è il problema, quelli che muoiono mica votano in Svizzera! Peccato che la Conferenza dei vescovi svizzeri la pensa diversamente e ha chiaramente fatto sentire la sua voce, allegramente ignorata dal pio Rocco. Sul portale catt.ch leggiamo:

“…Per il Presidente della commissione Giustizia e Pace della Conferenza dei Vescovi svizzeri, Thomas Wallimann-Sasaki, questa scelta del governo è una mancanza verso i diritti umani e ignora le conseguenze dei conflitti armati per privilegiare esclusivamente delle considerazioni economiche.

“Fornire armi a dei Paesi in conflitto e a delle regioni in preda alla guerra civile non rende il mondo né più sicuro né più pacifico”: è questo il messaggio che Giustizia e Pace (che consiglia la Conferenza dei Vescovi svizzeri sulle questioni di etica sociale) ha comunicato per iscritto già in autunno dello scorso anno alla commissione governativa competente.

La decisione presa di recente dal Consiglio federale stride con la tradizione umanitaria e i valori cristiani della Svizzera. Il Consiglio federale – dice Giustizia e Pace – ha mostrato che gli interessi economici nazionali contano di più che la sicurezza delle persone nelle zone di guerra. Si riconferma drammaticamente ciò che Papa Francesco aveva detto in Evangelii gaudium: “Questa economia uccide”.

Rocco era un santo popolare della peste, il santo dei nostri contadini, un santino piccolo e umile ma potente, che aveva sacrificato tutto per curare gli appestati, per dare una mano contagiandosi lui stesso.

Rocco Splash non è di questa questa pasta, lui solidarizza con chi ha i borselli gonfi e lascia il popolo a macerare tra le sue piaghe. Che la gente muoia per fare grasse le nostre industrie delle armi non è un problema che riguarda né lui né Cassis. E la neutralità tanto sbandierata, insieme a una tradizione umanitaria sempre più evanescente, rimane lì a fare bella mostra, come un vecchio quadro a cui tutti si sono abituati e che nessuno vede più.

 

 

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