Se il tuo nome è Hitler

Pubblicità

In alcuni casi, certi nomi legati a doppio filo con la storia, finiscono per essere o addirittura nascono proprio come una punizione

Di

Yungar è un minuscolo paesello abbarbicato sulle Ande peruviane, in uno di quei luoghi dimenticati da Dio e dagli uomini dove qualunque cosa tu faccia va a finire che ti affatichi il doppio, per via dell’altitudine. Dunque, prima di fare alcunché, val bene la pena di pensarci su due volte. Soprattutto se, stando all’anagrafe, risulta che tu ti chiami Lenin Vladimir Rodríguez e hai intenzione di presentare un ricorso all’indirizzo di Hitler Alba, uno dei candidati alle elezioni previste per il prossimo 7 di ottobre che eleggeranno il nuovo sindaco.

Perché poi non puoi mica pretendere che la notizia, cioè che Lenin abbia avanzato un reclamo contro la candidatura di Hitler per via di un presunto vizio di forma, non faccia il giro del mondo in tre secondi netti. Ci sono purtroppo nomi (o cognomi) che, per una ragione o per l’altra, sono ormai marchiati a fuoco. Per la cronaca, stavolta, a sfangarla tra i due contendenti è stato il buon Hitler.

Sarà che sono tempi in cui la destra, anche quella più estrema ha risollevato il capo, sarà che Hitler Alba era davvero dalla parte della ragione, fatto sta che questa vicenda ha avuto l’attenzione della stampa locale e internazionale proprio perché ad aver mosso le proprie rimostranze non è stato un pinco pallino qualsiasi.

Già sindaco di Yungar dal 2011 al 2014, il trentasettenne Alba, ha raccontato ai media come la ragione di chiamarsi così non sia legata a un’ammirazione da parte dei genitori del sanguinario dittatore tedesco considerato l’incarnazione del male. Anzi. Stando alle sue dichiarazioni, i due, manco sapevano bene chi fosse e cosa avesse combinato: campi di sterminio, camere a gas e compagnia bella. Di sicuro c’è che un nome così non rischia di passare inosservato tanto che, nel corso della sua carriera politica, Alba lo ha sfruttato anche in campagna elettorale con slogan del tipo “Sono l’Hitler buono”.

In altri casi, certi nomi legati a doppio filo con la storia, finiscono per essere o addirittura nascono proprio come una punizione. È il caso per esempio di quello affibbiato a un comune lucano di poco più di mille abitanti, un tempo chiamato Salvia di Lucania come la pianta aromatica che cresce abbondante e spontanea nelle campagne circostanti. Salvia vide il suo nome mutare in Savoia quando un suo compaesano, il cuoco anarchico Giovanni Passannante, attentò alla vita di re Umberto I. Accadeva a Napoli il 17 novembre del 1878 e da allora il toponimo è rimasto quello.

Insomma, i nomi sono importanti. Senza non sarebbe possibile avere una tazza o una maglietta con il proprio inciso sopra o, ancora, presentarsi alla gente. Ma certi possono anche essere pesanti da portare arrivando perfino a influenzare l’identità delle persone che li portano. È successo nel caso dell’ex sindaco dello stato brasiliano di Maranhão che di nome fa Richard Nixon, guarda caso arrestato per presunta appropriazione indebita di fondi pubblici poco meno di tre anni fa.

 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!