Si bici, no scuola e agricoltura

Si bici, no scuola e agricoltura

Di

Plebiscito per il decreto Bici, e No abbastanza marcato, anche un po’ a sorpresa, per gli alimenti equi e la sovranità alimentare. Bocciata anche la Scuola che verrà con il 56,7% di no, un no che è in fondo un vero peccato. Una possibilità affascinante di miglioramento, a classi ridotte e con l’abolizione dei livelli è stata bocciata oggi in votazione popolare. Un po’ triste come al solito l’affluenza, intorno al 40%, ma questa è ormai la democrazia diretta svizzera, che paga i molti oggetti in votazione con un disinteresse della popolazione. Il Consiglio di Stato dichiara nel suo comunicato di poco fa:

“Il Consiglio di Stato ha preso atto del risultato della votazione cantonale sul decreto legislativo che proponeva lo stanziamento di un credito quadro da 6,73 milioni di franchi per finanziare la sperimentazione triennale del progetto «La scuola che verrà».

Il Consiglio di Stato accoglie con rammarico il risultato della votazione odierna, che impedisce di dare una dimensione pratica alla riflessione sul futuro del sistema educativo ticinese. Questa decisione comporta infatti l’impossibilità di sperimentare il progetto «La scuola che verrà», in una prova che avrebbe coinvolto – per una durata di tre anni, a partire dal settembre 2019 – tre sedi di scuola comunale e quattro di scuola media, con due varianti di laboratorio.

Alla luce del voto odierno, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport avvierà nelle prossime settimane le riflessioni su come procedere per assicurare che l’innovazione del sistema scolastico ticinese non subisca una battuta d’arresto.”

Sperimentare era possibile, e non costava neanche tanto, si è scelto di non provare nemmeno. La scuola ticinese, ferma al palo, dovrà attendere ancora anni per vedere delle modifiche. Ricordiamo che l’ultima riforma scolastica risale a 40 anni fa.

Ora attendiamo una proposta da coloro che erano per il No, convinti che conterrà anche il finanziamento per le scuole private. Ricordiamo a Morisoli e compagnia che sempre il popolo ha bocciato per ben due volte questi finanziamenti. Rimaniamo convinti che la nostra è una buona scuola è può essere migliorata, per dare speranza e futuro a dei giovani che vedono un avvenire sempre più cupo. Siamo convinti che un settore pubblico forte e ben gestito va difeso.

Il popolo che oggi ha bocciato una sperimentazione in fondo complessa e difficile da spiegare nel dettaglio, è però lo stesso popolo che ha massacrato con molta più veemenza l’inziativa No Billag  che voleva smantellare la radiotelevisione pubblica svizzera.

Alla fine, il settore pubblico ne esce vincente anche perché chi ha votato no, ha evidentemente ritenuto che la scuola ticinese va bene così com’è, preferendo la sicurezza di uno status quo al “rischio” una sperimentazione che comunque era ben concepita.

 

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!