Successo incredibile per la festa dell’Unità

Alla festa nazionale dell’Unità di Ravenna, chiusa il 10 settembre, il PD raccoglie un insperato successo, con un’affluenza fuori della norma. Un punto di partenza se si vuole ritrovare la fiducia della gente.

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Cosa significa quello che è successo alla festa dell’Unità di Ravenna? Strano e difficile a dirsi. Il PD, nonostante la debâcle elettorale, vede nella festa nazionale dell’Unità una cartina di tornasole che indica segni positivi.

1000 volontari, 300’000 visitatori, 319 relatori, un aumento del 30% negli incassi. Martina, segretario del PD, dichiara:

“È stata una bellissima esperienza, molti pensavano a feste non partecipate, in realtà abbiamo avuto una festa straordinariamente partecipata. Tanto entusiasmo e tanta consapevolezza che ci sono energie in questo Paese che possono diventare alternativa al governo di Lega e 5 Stelle. Il nostro compito è fare bene questo lavoro.”

Insomma, un successo che va in controtendenza con le elezioni. Un dato difficile da leggere, se non in una volontà di vedersi, di toccarsi, di sentirsi meno soli. Un tentativo di raggrupparsi all’interno della tribù per trovare storie diverse dai perversi mantra della destra. Questo contrariamente a una logica, che aveva, almeno nelle previsioni, forti dubbi sull’affluenza. Racconta ad Askanews Bruno Assirelli, volontario da 50 anni alle feste dell’Unità:

“Ho fatto tante feste ma come quella di quest’anno non ne avevo mai viste. Sono molto soddisfatto. Da parte dei volontari c’è stata una grandissima presenza. Tutte le volte che li ho chiamati erano felici di venire.”

Una certezza è che le feste dell’Unità sono il nervo della tradizione di sinistra, roba da far impallidire il raduno leghista di Pontida, kermesse antagonista, che invece, nonostante i consensi, raduna solo (si fa per dire) 50/60’000 persone, meno del 17% di quella dell’Unità.

La sinistra ha oggettivamente una nicchia di mercato non indifferente da occupare, e deve ricominciare dalla voglia di fare gruppo.

Oggi, per parlare in termini aziendali, una eventuale forza di sinistra avrebbe la possibilità di occupare questa nicchia, ma dovrebbe anche avere dei buoni prodotti da vendere e l’energia per pubblicizzarli.

Là fuori ci sono tanti italiani disillusi, delusi, intristiti e spaventati, che cercano solo una valida alternativa. Un’alternativa che però sprizzi energia, dei leader severi e rispettati, persone pronte a guidare una riscossa seria, motivata, dando speranze e guidando le truppe in una carica coraggiosa all’oltranzismo di destra di Salvini.

Il voto in questi tempi e ondivago e fluido, segue narrazioni che coinvolgono, che danno emozione, che rassicurano, ma anche che creano gruppo, conoscenza, che fanno sentire partecipi di qualche cosa.

La festa dell’Unità in fondo, è l’ultimo esempio di ciò che funziona: dividere il pane e il vino coi compagni, sedersi gomito a gomito, sorridersi tra la folla. Ricordarsi cosa vuol dire impegno, che non è solo mettere un like o firmare una petizione.

Se c’è una cosa in cui il popolo della sinistra è bravo, è nel raggruppare persone intorno a proteste o a delle idee. Questo riesce ancore abbastanza bene. Ed è da qui che bisogna ripartire.

 

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