Svezia, i neonazi non sfondano

Le elezioni Svedesi vedono salire il partito sovranista e di estrema destra dei Democratici Svedesi, anche se non con l’impeto che alcuni analisti prevedevano.

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Ci sarebbe da vergognarsi, ma questi sono purtroppo i limiti della democrazia, un sistema di governo che in questi anni mostra per assurdo la corda come un vecchio pneumatico. È infatti la tolleranza democratica occidentale che ha permesso il crescere e il fiorire di movimenti di estrema destra sovranista, che di democratico non hanno nulla.

È un paradosso tutto europeo, e le recenti elezioni svedesi ne sono un esempio. Quello che era il grande Nord, faro di tolleranza, di buon governo, di progressismo, ha coltivato nel proprio seno la peggiore feccia neonazista ed estremista.

Se anche la formazione di estrema destra dei DS (Democratici per la Svezia) non raggiunge il 20%, è pur vero che la formazione ha guadagnato una certa percentuale (passando dal 13 al 17.6%). I socialdemocratici reggono il colpo perdendo solo il 3% e sinistra e Verdi si attestano al 40,1%.

Dire che la Svezia sia spostata a destra è un fatto, ma rispetto anche solo ad altri Paesi, mantiene una forte componente sociale e ambientale.

Il fatto più grave è che formazioni come DS, apertamente razziste e sovraniste, come anche la Lega di Salvini o il FN di Marine Le Pen, fanno alla fine strame della democrazia. Dichiarazioni ed esternazione al limite del legale, attacchi a tutto tondo alla magistratura, ai media e ad altre istanze ritenute “nemiche” sono la regola. Certi segnali che molti ignorano ci sono tutti.

Tra i peggiori, le intimidazioni neonaziste in diversi seggi svedesi. I vichinghi che ieri devastavano l’Europa, ormai addomesticati e miti, sono rimasti scioccati da questi raid dei militanti di Resistenza Nordica, che nei seggi fotografavano chi votava, le schede e i giornalisti presenti.

Non scordiamo i raid di Casa Pound e Forza Nuova (leggi qui), o le commemorazioni fasciste con tanto di inni e saluti romani (leggi qui).

Quei ragazzotti pelati tatuati con le svastiche o le rune finniche sono gli eredi degli squadristi neri e delle camice brune. Chi non lo vede è in malafede o, purtroppo, un idiota.

La cosa agghiacciante è che non ci si rende conto che con la scusa degli immigrati si sdogana, come sempre, un autoritarismo che mira alla fine a una prevaricazione seria e decisa. Se la democrazia è a letto malata, è ora che gli anticorpi della società civile reagiscano, prima che sia troppo tardi.

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