Tatuaggi: pollo fritto sulla pelle

La ricca tradizione thailandese di incidere testi sacri sulla pelle, scivola nella satira di questo ribelle del tatuaggio, un Che Guevara dell’inchiostro che si ribella al neocolonialismo turistico, scrivendo sulle bianche e ricche pelli frasacce sconce o menu di degustazione thai.

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Io l’ho sempre detto. State attenti a quello che vi tatuate, soprattutto gli ideogrammi cinesi e quelle robe lì. Ho sempre pensato che una convinta di avere tatuata sulla chiappa l’ideogramma dell’amore, poi rischiava di ritrovarsi un più prosaico: “scemo chi legge”.

Era solo questione di tempo, prima di trovare il furbacchione che prendeva per il naso turisti ignari e boccaloni, incidendo sulla pelle ricordi di un Paese esotico non conformi a quanto dichiarato.

Recentemente un tatuatore thailandese è diventato famoso, grazie alla denuncia social delle vittime, proprio per questo. Infatti, invece di ponderose frasi buddiste o legate alla cultura thai, scriveva parolacce e frasi ridicole, e ammettiamolo, anche esilaranti. Trovarsi su una spalla la frase “involtini primavera”, “riso con pollo”, o il nome di un take away locale famoso per le polpette di pesce è impagabile. C’è chi si arrabbia e denuncia il fatto, io personalmente accuserei il colpo e farei di necessità virtù, andando fiero di avere i wanton fritti o il pesce gatto sfanculato su una spalla.

La ricca tradizione thailandese di incidere testi sacri sulla pelle, scivola nella satira di questo ribelle del tatuaggio, un Che Guevara dell’inchiostro che si ribella al neocolonialismo turistico, scrivendo sulle bianche e ricche pelli frasacce sconce o menu di degustazione thai.

Secondo me il tizio con questa storia ci fa i soldi e diventa famoso.

Comunque sono ancora in cerca dell’ideogramma “scemo chi legge”, se qualcuno lo trova me lo dica che corro a tatuarmelo.

 

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