Yoghi e Bubu salvati dalle sgrinfie di Trump

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Un giudice federale ha dato lo stop a Trump, ripristinando l’ordine di protezione dei grizzly nel parco di Yellowstone. Un’ordinanza del presidente USA, avrebbe riaperto la caccia alla specie, ritenuta in via di estinzione.

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Quelli di voi non proprio di primo pelo, si ricordano di sicuro i cartoni animati di Hanna e Barbera con protagonisti gli orsi Yoghi e Bubu. Erano orsi del parco di Yellowstone, perla del Wyoming, terra selvaggia di boschi e di geyser bollenti, dimora di alci, bisonti, orsi e lupi. Un lembo di America primigenia, tutelata dalle leggi degli uomini, che nei decenni ne hanno sancito la sacralità e l’unicità biologica.

La decisione dell’amministrazione Trump di giugno, arrivava in seguito ai risultati dell’agenzia federale per la pesca e la fauna selvatica, secondo cui il numero degli orsi era cresciuto abbastanza negli ultimi decenni al punto, secondo l’amministrazione, da non rendere più necessaria una protezione per i plantigradi.

Gioia e tripudio tra cacciatori e allevatori di bestame, a cui hanno fatto da contraltare le proteste degli ambientalisti e dei nativi americani.

Il giudice Dana Christensen del Montana ha dato ragione a questi ultimi, in quanto trattare questi orsi separatamente dalle altre popolazioni di grizzly in Montana e altrove nei 48 Stati dove la loro presenza è minore era biologicamente errato e illegale ai sensi della legge sulle specie in via di estinzione.

Questa non è solo una vittoria giuridica. È una conquista di bella umanità, di quello spirito atavico e moderno al contempo, dove il percorso dell’uomo va di pari passo col rispetto della natura e non con il bieco e violento sfruttamento. Quello di Trump e di gente come la governatrice dell’Alaska Sarah Palin (ricordiamo la sua proposta di aprire la caccia agli orsi polari) è una visione del mondo che trascende da qualche centinaio di plantigradi, è una forma mentis che nega il riscaldamento climatico, che si fa beffe dell’inquinamento, che inneggia al porto d’armi e alla caccia invasiva e senza criterio, che apre nuove trivellazioni petrolifere e sfrutta il carbone.

Gli orsi dello Yellowstone oggi si sono salvati, ma è il mondo ora a essere in pericolo.

Che il Paese che produce più inquinamento al mondo neghi il degrado del pianeta è pauroso e ci rende rabbiosi e impotenti. La speranza è in un risveglio statunitense e mondiale, che si ricordi che oltre agli orsi, su questa barca, ci siamo pure noi.

 

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